Il Consiglio parrocchiale
della chiesa dei Frati ha deciso di revocare la concessione
degli spazi per la tradizionale “Pastasciutta Antifascista”, in
programma il prossimo 26 luglio ad Ascoli Piceno. La decisione,
promossa dall’Anpi insieme al Collettivo Caciara e il panificio
l’Assalto ai forni di Lorenza Roiati, scrive il Collettivo
Caciara, “è arrivata in seguito a pesanti pressioni di una parte
di parrocchiani, che hanno considerato ‘inopportuna’ la presenza
della parola ‘Antifascista’ sulla locandina.
“L’antifascismo non può essere ridotto a una mera opinione di
parte, né tantomeno a una formula divisiva”, la presa di
posizione netta e carica di amarezza, del Comitato Provinciale
dell’Anpi di Ascoli, che critica la decisione del Consiglio
parrocchiale. Due anni fa l’imprenditrice ascolana Roiati era
stata identificata dalla polizia dopo aver esposto fuori del
panificio uno striscione con la scritta “25 Aprile, buono come
il pane bello come l’antifascismo”.
L’evento, spiegano i promotori, si è visto sbarrare le porte
proprio a causa dell’aggettivo “antifascista”, giudicato non
idoneo e fonte di potenziale contrapposizione. Per l’Anpi non si
tratta di un semplice intoppo logistico, ma di “un segnale
preoccupante che colpisce al cuore l’architettura dei valori
democratici del Paese”. “L’antifascismo – ricorda l’Associazione
– non appartiene a una singola fazione politica, ma costituisce
il presupposto storico e giuridico della Repubblica Italiana”;
“senza la Resistenza non esisterebbero la Carta costituzionale,
il suffragio universale, il pluralismo e le libertà di cui oggi
tutti beneficiano”.
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