Un thriller politico che racconta
dall’interno la costruzione del potere nella Russia
contemporanea, tra propaganda, strategie di comunicazione e
retroscena del Cremlino. Arriva su Sky Cinema in prima tv Il
Mago del Cremlino – Le Origini di Putin, con Paul Dano, Alicia
Vikander e Jude Law, che esordirà lunedì 24 agosto alle 21.15 su
Sky Cinema Uno, in streaming su NoW e disponibile on demand. Su
Sky il film sarà disponibile on demand anche in 4K.
Diretto da Olivier Assayas, il film è tratto dall’omonimo
romanzo di Giuliano da Empoli (pubblicato in Italia da
Mondadori) ed è stato presentato in concorso alla 82/a Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. La
sceneggiatura, l’adattamento e i dialoghi sono firmati dallo
stesso Assayas insieme allo scrittore Emmanuel Carrère. Jude Law
interpreta Vladimir Putin in un racconto che ripercorre gli anni
della sua ascesa al potere attraverso lo sguardo di Vadim
Baranov (Paul Dano), brillante consulente politico ispirato a
una figura realmente esistita, mentre Alicia Vikander veste i
panni di Ksenia, donna destinata a segnare profondamente la sua
vita.
Con i toni del thriller politico, il film racconta la nascita
di un sistema di potere fondato sulla costruzione del consenso,
sulla propaganda e sul controllo dell’informazione. Olivier
Assayas firma un’opera tesa e contemporanea che riflette sul
rapporto tra comunicazione e politica, mostrando le dinamiche
che hanno contribuito a ridefinire gli equilibri internazionali
degli ultimi decenni.
Russia, primi anni ’90. L’Urss è crollata. Nel caos di un
Paese in ricostruzione, Vadim Baranov, un giovane uomo
dall’intelligenza brillante, si sta facendo strada. Ex artista
d’avanguardia nonché produttore di un reality show televisivo,
Baranov diventa il braccio destro di un uomo che ha lavorato nel
KGB e che è destinato a conquistare il potere assoluto: Vladimir
Putin, altrimenti detto ‘lo zar’. Profondo conoscitore del
sistema politico, Baranov diventa lo spin doctor della nuova
Russia: confeziona discorsi, crea scenari, cattura percezioni.
Tuttavia, c’è un’unica persona che sfugge al suo controllo:
Ksenia, uno spirito libero, una donna indipendente e avulsa dai
meccanismi del potere e del controllo politico. Dopo quindici
anni di silenzio, lontano dalla scena politica, Baranov accetta
di parlare. Le sue rivelazioni confondono i confini fra verità e
finzione, realtà e strategia. Il mago del Cremlino esplora gli
oscuri meandri del potere, in cui ogni parola diventa lo
strumento di un preciso disegno politico.
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