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Home Mondo economia

Bocciato ricorso Inps su pensionato comparsa nel film su Ferrari per 300 euro

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
14/03/2026
in Mondo economia

Aveva fatto la comparsa per due
giorni sul set del film ‘Ferrari’, opera del regista Michael
Mann dedicato al ‘Drake’ di Maranello, incassando 300 euro lordi
di rimborso spese. Per quella modica cifra, legata al cameo
cinematografico, si era visto chiedere, dall’Inps, la
restituzione di 34.000 euro. Protagonista della vicenda –
riportata dall’edizione locale de ‘il Resto del Carlino’ e dalla
‘Gazzetta di Modena – un pensionato 64enne modenese che ha visto
la Corte d’Appello di Bologna, al termine dell’iter processuale,
respingere il ricorso presentato dall’Inps nei suoi confronti.

Secondo l’ente previdenziale, quella presenza sul set,
avvenuta nel 2022, configurava un rapporto di lavoro subordinato
incompatibile con la pensione anticipata “ex quota 100” goduta
dall’uomo e, quindi, giustificava la revoca del trattamento
pensionistico, pari a 34.000 euro, per l’intero anno precedente.
   
I giudici hanno però stabilito che l’attività della
comparsa, limitata a posizionarsi sul set insieme ad altre
persone, senza mansioni specifiche né direttive, poteva
inquadrarsi al più come lavoro occasionale autonomo, cumulabile
con la pensione. Stessa conclusione aveva già raggiunto il
Tribunale di Modena, che aveva accolto il ricorso del pensionato
presentato tramite il patronato Inas-Cisl accertando, così
raccontano i quotidiani locali, l’illegittimità della pretesa
restitutoria e condannando al
ripristino, in favore del modenese, della prestazione
pensionistica già riconosciuta e alla restituzione delle somme
già trattenute.
   
“Finalmente è stato ristabilito un principio che avrebbe
dovuto essere acquisito – osservano i legali del pensionato al
‘Carlino’ – i beneficiari della pensione ex quota 100 che hanno
lavorato pochi giorni non perdono il diritto a un anno di
pensione come pretende l’Inps. Inoltre è onere dell’ente
dimostrare che si tratta di lavoro subordinato. Nel frattempo
anche la Corte Costituzionale pare aver seguito questa linea”.
   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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