A quasi nove mesi dal suo
insediamento, il presidente boliviano Rodrigo Paz ha deciso di
ristrutturare e ridimensionare nuovamente il potere esecutivo,
riducendo da 14 a 12 i dicasteri: il ministero della
Pianificazione dello sviluppo cesserà di operare in modo
indipendente, mentre il ministero del Turismo (rimasto senza un
responsabile dall’8 luglio, data delle dimissioni di Cinthya
Yanez) si trasformerà nella nuova Agenzia nazionale per il
Turismo, il folklore e la gastronomia.
“Non abbiamo bisogno di uno Stato più grande”, ha dichiarato
il capo dello Stato centrista, spiegando che il ministero della
Pianificazione dello sviluppo “sarà trasferito, per alcune
funzioni necessarie, ad altri ministeri”. “E ciò che non è
necessario – ha aggiunto – non è richiesto nello Stato”.
Questa è la terza volta che il presidente della Repubblica
riorganizza il suo governo. La prima volta è avvenuta al suo
insediamento, quando ha accorpato ad altri dicasteri il
ministero dell’Ambiente e delle risorse idriche e quello dello
Sviluppo rurale e del territorio. Pochi giorni dopo, è stato
soppresso il ministero della Giustizia, le cui responsabilità
sono state assorbite dal ministero della Presidenza.
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