Ascolta la versione audio dell’articoloFin dalle prime ore del mattino il popolo leghista è all’abbazia di San Giacomo, a Pontida, per l’ultimo saluto a Umberto Bossi. Un funerale di popolo, come voluto dalla famiglia. Quattrocento le persone all’interno dell’abbazia. Da fuori la cerimonia si segue dal maxischermo. Tra i primi ad arrivare il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo. Alle esequie anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, quello della Camera, Lorenzo Fontana e i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani. Presenti anche il ministro Roberto Calderoli, il capogruppo alla Camera Roberto Molinari, il presidente della provincia di Trento Maurizio Fugatti e l’ex ministro Roberto Castelli che la folla dei militanti ha salutato con un applauso. Applausi per i governatori della Lega che arrivano all’abbazia di San Giacomo a Pontida per i funerali di Bossi. L’ex presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana.L’addio al Senatur nell’abbazia di PontidaPhotogallery24 fotoVisualizzaI cori dei militanti “Roma ladrona, il Nord non perdona” e ‘Padania libera’ sono i cori delle centinaia di militanti schierati dietro le transenne che si affacciano sulla chiesa. Dominano i foulard e le camicie verdi, le bandiere della Lega lombarda con Alberto da Giussano, le maglie con l’effigie del Senatur. Al lato della chiesa uno striscione con la scritta ‘Grazie capo, la tua storia vivrà sempre con noi’, firmato dalla sezione Pontida.Loading…L’omelia: vivere con fede il distacco«I familiari e gli amici sentono la mancanza e il distacco. La parola di Gesù rincuora e incoraggia. Da Gesù arriva una grande speranza», ha detto l’abate Giordano Rota nel corso dell’omelia in occasione dei funerali di Bossi. «Noi pensiamo a Dio come un supereroe, ma Gesù non toglie il peso della sofferenza, fa una cosa molto più grande: condivide con noi tutto questo. Non ci toglie ciò che ci dà fastidio, ma ci salva dalla morte. Il dolore rimane, ma sappiamo che Lui è con noi», ha detto l’abate. «Con la fede vogliamo vivere questo momento di distacco dal nostro fratello Umberto. Penso ai familiari e agli amici più cari che, a quanto pare, sono tanti e oggi lo vediamo. Vivere con fede questo momento significa trovare quel canale nuovo per relazionarsi con lui», ovvero quello «della preghiera. Preghiera per la sua anima che ora si presenta davanti a Dio. Preghiamo oggi per lui ma anche nei prossimi giorni: questo è un modo per sentirlo ancora vicino. La nostra vita si possa concludere con un’adesione di fede profonda. Continuiamo questa celebrazione, promettendoci di continuare a pregare per il nostro fratello Umberto e per la sua anima», ha sottolineato l’abate del monastero di San Giacomo.Giorgetti e Renzo Bossi leggono le lettureIl ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha letto la prima lettura nel corso dei funerali del fondatore della Lega. Per la seconda lettura si è avvicinato al microfono Renzo Bossi, salito sull’altare con i fratelli Eridano Sirio e Roberto Libertà. A celebrare le esequie l’abate Giordano Rota. Nella prima fila siedono da una parte i presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, la premier Giorgia Meloni e i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e dall’altro lato i familiari del Senatur.Castelli, tradita l’eredità di Bossi, la Lega di oggi è un’altra cosa«Quella di Bossi è una eredità tradita. Mi auguro che la giornata di oggi possa essere un punto di partenza per quel popolo della Lega che non si riconosce più nella politica centralista di questo nuovo partito, che è un’altra cosa. Una giornata molto triste ma anche di speranza», ha detto Roberto Castelli, promotore del Partito Popolare del Nord, sul sagrato dell’abbazia. «C’è una questione settentrionale da riprendere in mano con più vigore – ha sottolineato Castelli – La Lega di Salvini non è la Lega che si vede qui oggi, è un’altra cosa. Ha mantenuto il nome, ma solo quello».