La Protezione civile del Trentino è
al lavoro per gestire le conseguenze della colata di detriti che
domenica pomeriggio ha interessato la zona del Gardeccia in
seguito all’ondata di maltempo che ha colpito la Val di Fassa.
L’evento ha provocato danni molto rilevanti ai sottoservizi di
tre rifugi a monte della frana: Vajolet, Passo Principe e Re
Alberto. Le attività sono ora concentrate sulla predisposizione
di soluzioni che consentano di garantire l’operatività dei
rifugi durante la stagione estiva. In particolare, sono in corso
le valutazioni tecniche necessarie per ripristinare
temporaneamente l’approvvigionamento idrico, l’alimentazione
elettrica e il funzionamento dei servizi essenziali, così da
ridurre i disagi.
Il collegamento da Ciampedie a Gardeccia è regolarmente
percorribile ma il sentiero 546 tra Gardeccia e il rifugio
Vajolet non è invece accessibile, per cui gli escursionisti
devono deviare deviazione lungo l’Alta via di Fassa (541). Il
sentiero 584 – precisa la Provincia in una nota – presenta
invece alcuni crolli in più punti a monte del rifugio Vajolet e
non consente il collegamento con Passo Principe. È invece
regolarmente percorribile il tratto tra il rifugio Vajolet e il
rifugio Re Alberto (542), mentre risultano interrotti i
collegamenti tra i rifugio Vajolet e Passo Principe e tra Passo
Principe e Antermoia (584). La Sat è al lavoro per il ripristino
della percorribilità dei tracciati.
Parallelamente prosegue il monitoraggio dell’area
interessata dalla frana, dove permane una situazione di
particolare attenzione anche in considerazione delle previsioni
meteo, che indicano la possibilità di nuovi temporali nei
prossimi giorni.
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