Il Comitato paritetico sulle
servitù militari della Sardegna (Comipa) ha deciso ieri, a larga
maggioranza, di non approvare le attività proposte dai Comandi
militari. Il calendario delle esercitazioni a fuoco previste nel
secondo semestre dell’anno nei poligoni dell’isola è stato
bocciato dai componenti civili di nomina regionale, che hanno
esercitato le loro prerogative di legge per la prima volta in
questa legislatura e per la seconda volta negli ultimi sette
anni.
La decisione, che non è vincolante e può essere superato da
un decreto del ministro della Difesa, è stata motivata con “la
poca chiarezza e trasparenza e la totale assenza di informazioni
sull’utilizzo che di uno dei poligoni faranno non meglio
identificate ditte”, imprese private del settore militare e
della produzione di armamenti che affitteranno il poligono per
fare ricerca, testare o presentare a potenziali acquirenti le
loro produzioni belliche.
Il via libera alle esercitazioni è arrivato solo per uno dei
quattro poligoni dell’isola, in particolare per quello di S’Ena
Ruggia, mentre il parere del Comipa è stato negativo per Capo
Teulada, Capo Frasca e Salto di Quirra.
In una nota il Comitato evidenzia che “la massiccia presenza
di demanio militare impatta in modo rilevante le economie e la
qualità di vita delle comunità locali”, sottolineando l’urgenza
di interventi immediati e risolutivi in particolare sui siti
inquinati da bonificare.
“Alla luce dell’attuale quadro internazionale”, scrive il
Comipa, “la Sardegna non può continuare a sostenere un peso
sproporzionato derivante da ritardi e mancate risposte, con
conseguenze concrete sullo sviluppo e sulle opportunità di
crescita dei territori interessati. Esiste, inoltre, l’esigenza
che ogni programmazione venga accompagnata da un confronto
effettivo, fondato su informazioni e risposte puntuali, tempi
certi e responsabilità definite”.
Il Comitato ritiene necessario avviare “un vero dibattito
politico e istituzionale finalizzato alla riduzione e alla
riorganizzazione della presenza militare nell’Isola, attraverso
scelte programmatiche misurabili e verificabili” e propone un
convegno regionale sulle servitù militari con la partecipazione
delle rappresentanze territoriali e della Difesa.
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