Ascolta la versione audio dell’articoloIl conflitto in Medio Oriente sta determinando pressioni al rialzo sul prezzo del greggio, scontando il ruolo dell’Iran come produttore di petrolio e la rilevanza strategica dello Stretto di Hormuz come rotta mercantile. Si prefigura una tendenza generale al ribasso delle prospettive per l’economia mondiale nel 2026. E’ quanto sottolinea l’Istat nella Nota sull’andamento dell’economia italiana.Le prospettive dell’economia mondiale all’inizio del 2026 sono caratterizzate da un’elevata incertezza, alimentata da crisi geopolitiche e mutamenti strutturali nelle politiche commerciali che hanno accentuato la frammentazione dei mercati internazionali.Loading…L’escalation del conflitto in Medio Oriente, con l’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’Iran a fine febbraio, ha causato uno shock dal lato dell’offerta di prodotti energetici con potenziali effetti sistemici su crescita economica, occupazione e inflazione. L’importanza dell’Iran come produttore di petrolio e la rilevanza strategica dello Stretto di Hormuz hanno immediatamente generato un aumento delle quotazioni del Brent e delle altre principali materie prime energetiche.La dimensione dell’impatto economico della crisi attuale, di difficile valutazione al momento, dipenderà dalla sua persistenza e dall’eventuale compromissione delle infrastrutture estrattive o delle rotte di approvvigionamento. Al momento, la forte volatilità delle borse suggerisce che il mercato non abbia ancora scontato interamente l’ipotesi di un conflitto di lunga durata.