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Home Cultura

Dalle rovine antiche alle icone pop, a Pompei le opere di Philip Colbert

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
28/07/2026
in Cultura

Dalle rovine dell’antichità alle
icone della cultura pop, passando per un messaggio di rinascita
per il territorio. Al Parco Archeologico di Pompei ha preso il
via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology, la più grande
installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico,
considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol.
   
Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego,
The Lobster, popoleranno Pompei e i siti del territorio, tra cui
il sito protostorico di Longola, dove una delle opere sarà
allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il
grave incendio doloso che ha colpito l’area poche settimane fa.
   
Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle
installazioni site-specific su larga scala, Colbert ha
realizzato importanti interventi artistici a Taipei, Seoul, Hong
Kong, Shanghai, Singapore, Macao, Londra, Venezia, Napoli, Roma
e in Sicilia, costruendo una pratica artistica globale e
distintiva. “Pompei è, per me, la città dell’antichità per
eccellenza – spiega Philip Colbert -, un luogo che esiste oltre
il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui
creare un dialogo scultoreo sul tempo, sull’identità e sui modi
in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di
Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza, e la città
stessa sembra sospesa tra passato e presente”.
   
Mentre i visitatori attraversano il sito, le sculture fino al
30 novembre emergono in modo inatteso all’interno del Parco:
colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea
appariranno tra colonne, archi e rovine antiche. Accanto a
queste, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio
nero, concepite come “reperti mitologici del futuro”, tra cui
guerrieri-astice robotici, si presenterà come rovina speculativa
proveniente da un futuro immaginario. Oltre a Pompei, dal 28
luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal
Parco archeologico: Longola, Boscoreale, Oplontis, Villa San
Marco, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico.
   
“L’allestimento di un’opera a Longola assume un significato
particolare – sottolinea il Direttore del Parco, Gabriel
Zuchtriegel -. Dopo l’incendio che ha colpito il sito, la
presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di
attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità
che lo vive”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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