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Home Economia Italiana

Decreto Pmi, via libera in Senato: c’è la stretta sulle recensioni online

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
05/03/2026
in Economia Italiana

Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge annuale per le piccole e medie imprese, che diventa così legge dello Stato. Il via libera è arrivato per alzata di mano, al termine di un lungo iter parlamentare. Il testo, già approvato una prima volta da Palazzo Madama e successivamente modificato dalla Camera, ha richiesto una terza lettura prima del voto conclusivo. Un iter legislativo che, secondo il ministro dell’Industria Adolfo Urso, rappresenta “un risultato atteso da ben più di dieci anni”.

Cambiano le recensioni online
Tra le novità più rilevanti, soprattutto per il settore turistico e della ristorazione, c’è la disciplina sulle recensioni online, una misura che l’Italia introduce per prima in Europa, secondo la ministra del Turismo Daniela Santanchè.
La legge stabilisce criteri precisi per definire una recensione lecita:

deve essere rilasciata entro 30 giorni dalla data di utilizzo del prodotto o del servizio;
deve provenire da chi ha effettivamente e personalmente usufruito della prestazione;
non deve essere frutto di sconti, benefici o promesse da parte del fornitore o dei suoi intermediari;
decade dopo due anni dalla pubblicazione.

La recensione è considerata autentica se corredata da documentazione fiscale, come uno scontrino o una ricevuta. È invece esplicitamente vietato l’acquisto e la cessione di recensioni, apprezzamenti o interazioni online, anche tra imprenditori e intermediari.
L’Agcm (Autorità garante della concorrenza e del mercato), in raccordo con il Ministero del Turismo, adotterà apposite linee guida e svolgerà un monitoraggio annuale, con i risultati che saranno riferiti alle Camere. Le associazioni rappresentative delle imprese turistiche potranno inoltre richiedere il riconoscimento della qualifica di segnalatore attendibile.

Moda, finanziamento da 100 milioni
Per il settore moda sono previsti finanziamenti fino a 100 milioni di euro per i cosiddetti “mini contratti di sviluppo”, con la soglia minima di accesso abbassata a un milione di euro di investimento. Il provvedimento introduce anche una sperimentazione biennale per favorire il ricambio generazionale nelle micro e piccole imprese con meno di 50 dipendenti.
Sarà possibile assumere a tempo indeterminato lavoratori under 35 in sostituzione di personale prossimo alla pensione, con un esonero contributivo fino a 3.000 euro per il part-time incentivato. Viene inoltre esteso il Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali anche alle acquisizioni, da parte di imprese titolari di marchi storici, di altre aziende della filiera in difficoltà.
Accesso al credito e pensionati, le altre novità
Sul fronte dell’accesso al credito, la legge introduce la possibilità di cartolarizzare lo stock di magazzino. L’operazione potrà includere anche i crediti derivanti dalla futura vendita dei beni prodotti, con l’obiettivo di aumentare la liquidità aziendale.
Viene inoltre reintrodotto un regime di detassazione degli utili reinvestiti nelle reti d’impresa, con una dotazione triennale di 45 milioni di euro valida fino al periodo d’imposta 2028. L’esenzione può arrivare fino a un milione di euro annui per impresa. Nasce inoltre la figura delle centrali consortili, enti mutualistici sotto vigilanza ministeriale che coordineranno le aggregazioni di micro e piccole imprese già riunite in consorzi di filiera.
Un’altra misura amplia la platea dei beneficiari dell’agevolazione fiscale per i pensionati che trasferiscono la residenza in piccoli Comuni. La soglia demografica che consente di accedere al regime Irpef al 7% per dieci anni sale da 20.000 a 30.000 abitanti, con l’obiettivo di rendere più attrattivi i centri urbani di medie dimensioni e contrastare lo spopolamento.

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