Presidio questa mattina a Trieste
dei dipendenti della Fondazione lirica Teatro Giuseppe Verdi per
chiedere chiarimenti sul rinnovo del contratto delle fondazioni
lirico sinfoniche. I manifestanti si sono dati appuntamento in
piazza Unità d’Italia, davanti alla Prefettura per “portare
all’attenzione delle massime autorità locali, alla città e
all’utenza la grave e perdurante situazione d’incertezza in cui
versa il settore dello spettacolo dal vivo in Italia”.
Al fianco dei lavoratori le Rsu e le organizzazioni sindacali
territoriali e regionali di Slc-Cgil, FisTel-Cisl, Uilcom-Uil e
Fials-Cisal.
Guenther Suban (Uil) ha spiegato che la mobilitazione odierna
muove da diversi motivi: “Il principale è sicuramente il mancato
stanziamento dei fondi per il rinnovo del contratto nazionale –
ha sottolineato – che è una vertenza ancora più ampia. Ci sono
all’orizzonte anche altri ‘fantasmi’ molto preoccupanti, la
riforma dello spettacolo in particolare, che può portare alla
destrutturazione completa delle fondazioni. Si parla di
trasformazione dei rapporti di lavoro da tempo indeterminato a
tempo determinato in caso di difficoltà economiche e sappiamo
che il principale contribuente delle fondazioni è il ministero,
quindi basta che chi ci sia una riduzione del contributo
pubblico e ci troveremmo immediatamente in una situazione
difficile”.
I sindacati hanno anche consegnato al prefetto un memorandum,
come ha spiegato Alessandro Sarti (Cgil): “In questa lettera,
che sarà consegnata a tutte le prefetture d’Italia, chiediamo
dignità e rispetto per tutta la platea dei lavoratori e delle
lavoratrici dei teatri lirici, perché era nei patti con il
ministero che si sarebbe rinnovato il contratto nazionale,
sebbene arretrato. Sembrerebbe che non ci siano i fondi.
Chiediamo urgentemente un tavolo – ha concluso – anche su tutte
le questioni che riguardano il mondo dello spettacolo in
generale”.
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