“Confidare in un vero accordo tra
l’Iran e Trump appare ormai inutile” e scartata l’ipotesi di un
attacco militare deciso, “Trump punta sulla guerra economica, ma
le sanzioni da sole non sono mai risolutive e difficilmente
possono provocare, in tempi brevi, la caduta del regime
iraniano”. E’ il parere di Arduino Paniccia, analista di
strategia militare e geopolitica, fondatore e presidente di
Asce, Scuola di Guerra Economica e Competizione Internazionale
di Venezia, espresso a margine di un incontro a Udine.
Le sanzioni secondarie, specifica Paniccia, “significano
confrontarsi direttamente con la Cina e la Russia e verificare
la reale volontà di Pechino, Mosca e Nuova Delhi di isolare
Teheran”. Una strategia che “rischia di produrre risultati
soltanto nel lungo periodo, ma l’Occidente non ha tempo a
sufficienza”.
Al contrario, “lo Stretto di Hormuz è sostanzialmente
riaperto al traffico mercantile ed è questo, al momento, l’unico
risultato concreto ottenuto dagli Stati Uniti nel conflitto con
l’Iran”. “La US Navy finalmente mostra i muscoli – aggiunge
l’analista – lungo la rotta vicina all’Oman transitano, sotto la
protezione della flotta americana, anche 10-15 navi
contemporaneamente tra cargo e petroliere e negli ultimi due
giorni oltre 10 milioni di barili di petrolio hanno attraversato
lo Stretto tra entrata e uscita”. Secondo Paniccia, quindi, “non
resta che sostenere la riapertura di fatto di Hormuz, anche con
il contributo degli alleati, per evitare che la crisi energetica
si trasformi in una crisi inflazionistica, recessiva e, infine,
sociale”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
