“Gli operatori della casa famiglia
di Vasto hanno ripristinato buone relazioni con i minori facendo
venir meno le ragioni del disposto trasferimento e, pertanto, il
Tribunale potrà ora valutare tale nuovo assetto”. Così, in una
nota l’avvocata Maria Pina Benedetti, in rappresentanza
dell’Ecad 14 Alto Vastese, gestore del Servizio sociale dei
Comuni di Ambito all’indomani della visita della Garante
nazionale dei minori, Marina Terragni nella casa famiglia dove
sono ospitati dallo scorso 20 novembre i bimbi della cosiddetta
famiglia del bosco. Durante le ore trascorse nella struttura
protetta, la Garante ha incontrato e anche giocato con i bambini
trovandoli bene.
Nel documento Benedetti sottolinea la professionalità e
preparazione del personale in servizio nell’Ecad 14 che opera in
equipe con professionisti e sottolinea, replicando alla
Terragni, che “l’assistente sociale non ha potuto incontrare la
Garante perché impegnata, nelle stesse ore, nella delicata
gestione del caso. Ha dato seguito nel pomeriggio ad un contatto
telefonico”.
Sulla situazione giudiziaria l’avvocata Benedetti chiarisce
che “l’ultima ordinanza del tribunale per i minorenni, aveva
previsto il trasferimento dei minori, senza la madre, a causa
della situazione critica, creatasi dal mese di gennaio per il
rapporto negativo tra madre dei minori ed operatori, che rendeva
difficilissima l’opera inizialmente proficua degli educatori con
i bambini ed aveva ripercussioni anche sulla intera struttura.
Il Tribunale, infatti, sottolineava che il solo allontanamento
della madre, pur prescrivibile, non era risolutivo di tali
criticità essendo stati gli operatori sfiduciati da questa agli
occhi dei minori. Dopo l’allontanamento della madre e in attesa
di reperire altra struttura, si è verificato che gli operatori
della casa famiglia di Vasto hanno ripristinato buone relazioni
con i minori facendo venir meno le ragioni del disposto
trasferimento e, pertanto, il Tribunale potrà ora valutare tale
nuovo assetto”.
L’Ambito sociale invita la Garante Terragni ad “una corretta
dialettica istituzionale” e che questa “debba fondarsi su dati
oggettivi e sul rispetto dei ruoli”.
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