Una piazza Partigiani gremita ha
accolto sabato sera il giornalista, storico, saggista e autore
televisivo Paolo Mieli, protagonista della XX edizione del
Premio “Alassio per l’Informazione Culturale”, conferito
nell’ambito del Festival Ligyes 2026, promosso dal Comune di
Alassio con il patrocinio di Regione Liguria.
A consegnare il premio è stato il sindaco di Alassio Marco
Melgrati, che ha dato lettura della motivazione con la quale la
Giuria tecnica, composta dal presidente Giulio Anselmi, dal
vicepresidente Franco Manzitti e dal giurato Antonio Ricci, ha
assegnato il riconoscimento: “Il premio che Alassio ha voluto
conferire a Paolo Mieli è meritatissimo, conquistato su più
terreni: il giornalismo, che lo ha portato alla direzione del
Corriere della Sera, la storia, vera passione di Mieli, espressa
in articoli, libri e conduzione di trasmissioni televisive.
Sempre con intelligenza e attenta osservazione della realtà”.
Intervistato da Christian Floris, Mieli ha offerto al
pubblico importanti riflessioni a partire da quelle inerenti le
guerre che attraversano il nostro tempo. Ripercorrendo i più
grandi conflitti della storia, accomunati dall’essere
accompagnati da devastanti pandemie, ha invitato a guardare al
futuro con fiducia. Un ottimismo che, ha spiegato, non nasce da
un atteggiamento ingenuamente positivo, ma dalla conoscenza
della storia, che insegna come “l’umanità abbia sempre saputo
rialzarsi, realizzare grandi progressi e compiere passi decisivi
anche, e soprattutto, dopo le prove più dure”. Temi naturalmente
al centro anche del più recente volume ‘Il prezzo della pace’
(ed.Rizzoli), nel quale Mieli affronta i complessi meccanismi
della pacificazione dopo i conflitti, in un percorso che dalla
storia antica conduce fino alle vicende contemporanee.
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