La compagnia statale
Pemex ha riconosciuto la propria responsabilità per lo
sversamento nel Golfo del Messico rilevato a inizio febbraio,
causato dalla rottura di un oleodotto nel giacimento Cantarell.
A fronte delle gravi falle nei protocolli, che hanno ritardato
la chiusura della valvola di otto giorni, tre alti funzionari
sono stati sospesi e le autorità hanno sporto una denuncia
penale.
Il direttore generale dell’azienda, Víctor Rodríguez, ha
ammesso gli errori di comunicazione, dato che l’evento era stato
inizialmente classificato come minore: “Stiamo verificando
perché qualcosa ha fallito nella catena di informazioni.
Altrimenti ci saremmo accorti subito della gravità”.
Le operazioni di pulizia hanno rimosso le scorie su 900
chilometri di litorale. Sul fronte faunistico sono state
soccorse tredici tartarughe, dodici delle quali decedute. La
sottosegretaria all’Ambiente, Marina Robles, ha tuttavia
precisato: “Non si osserva la morte di massa di nessuna delle
specie registrate per il Golfo del Messico”.
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