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Home Finanza

Generali, domani la prova dei conti tra utili solidi e risiko

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
15/03/2026
in Finanza, Primo Piano

Generali si prepara alla prova dei conti 2025 con aspettative positive da parte del mercato. Secondo il consensus degli analisti, il Leone di Trieste dovrebbe aver chiuso l’esercizio con risultati solidi, in linea con la strategia di crescita delineata dal gruppo. Le stime indicano una raccolta premi complessiva pari in media a 98,8 miliardi di euro, accompagnata da un risultato operativo atteso intorno ai 7,9 miliardi. L’utile netto dovrebbe attestarsi a circa 4,2 miliardi di euro, mentre l’utile normalizzato è previsto leggermente più alto, a quota 4,3 miliardi.

Sul fronte della remunerazione agli azionisti, il dividendo stimato dagli analisti si colloca in una forchetta compresa tra 1,5 e 1,62 euro per azione, con una media di 1,59 euro. Un livello che confermerebbe la politica di distribuzione generosa del gruppo e che riflette la solidità dei conti attesi.Gli analisti sembrano apprezzare l’impostazione strategica della compagnia. Intesa Sanpaolo ha confermato la raccomandazione “buy” sul titolo Generali, alzando il prezzo obiettivo a 38,5 euro dai precedenti 37,1 euro. Secondo la banca, il gruppo assicurativo continua a mostrare una traiettoria coerente con gli obiettivi industriali.A quanto apprende l’AdnKronos, il gruppo triestino sta proseguendo nell’attuazione delle “linee strategiche del piano, concentrandosi in particolare sulle aree geografiche e sui segmenti di business con maggiore potenziale di crescita”. In questa direzione si inseriscono anche le più recenti operazioni di portafoglio, come l’acquisizione di Swiss Life Network nel segmento employee benefit. Lato governance, “il destino” del Leone “si sta decidendo sempre meno nel settore assicurativo e sempre più nei consigli delle banche”, spiega all’AdnKronos Fabio Caldato, Portfolio Manager, AcomeA sgr. “Il riassetto tra Banca Monte dei Paschi di Siena e Mediobanca, insieme alla crescente fragilità di Luigi Lovaglio, apre una finestra strategica per ridefinire gli equilibri attorno al Leone. La variabile decisiva resta Unicredit”, prosegue Caldato. “Se questo scenario, tuttavia, è abbastanza noto, io vedo un possibile risvolto poco discusso dagli analisti ovvero un’operazione sulla controllata Banca Generali, dopo l’Ops fallita di Mediobanca. Se qualche realtà importante si facesse avanti con un’offerta, il puzzle cambierebbe nuovamente. Non vi sono segnali in tal senso, ma le attività di private banking di Banca possono interessare a chi desidera creare una massa critica di risparmio gestito in breve tempo”. (di Andrea Persili)

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