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Home Cultura

Il dipinto ‘Cristo e i bambini’ di Rembrandt venduto per 9,2 milioni di euro

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
02/07/2026
in Cultura

Un raro dipinto giovanile del pittore olandese Rembrandt van Rijn (1606-1669), dal titolo “Lasciate che i bambini vengano a me”, è stato venduto all’asta da Sotheby’s Londra per 8 milioni di sterline (circa 9,2 milioni di euro). L’opera datata intorno al 1627 è stata riscoperta oltre dieci anni fa e sottoposta a un lungo intervento di restauro che ne ha riportato alla luce la composizione originaria e l’intenzione del maestro olandese.

Solo in apparenza una scena biblica – Cristo che accoglie i bambini – l’opera si rivela oggi una costruzione profondamente personale. Rembrandt avrebbe infatti inserito elementi autobiografici di grande rilievo, tra cui un autoritratto e le possibili raffigurazioni dei suoi genitori, oltre forse ai padrini e alla sorella spirituale. Un caso raro nella produzione dell’artista, che qui riunisce la propria famiglia all’interno di una grande composizione sacra. Secondo gli studiosi, il dipinto potrebbe essere stato realizzato nei primi anni successivi al ritorno di Rembrandt a Leida dopo l’apprendistato con Pieter Lastman ad Amsterdam, forse come dimostrazione delle sue capacità artistiche nei confronti della famiglia.Il restauro recente ha inoltre permesso di rimuovere interventi successivi di mano ignota, rivelando parti fondamentali dell’opera originale. Tra queste, una scoperta significativa riguarda la figura centrale della scena, che in origine indossava un turbante successivamente sostituito da un copricapo olandese più convenzionale. Questo dettaglio apre nuove interpretazioni. La presenza di figure orientali, insieme a elementi legati al mondo cristiano ed ebraico, suggerisce infatti una possibile riflessione sulla tolleranza religiosa. Nel contesto del XVII secolo, segnato da forti tensioni confessionali nei Paesi Bassi, Rembrandt potrebbe aver voluto affrontare il tema della convivenza tra fedi diverse, anche alla luce della propria origine familiare mista. Lo storico dell’arte Andrew Graham-Dixon ha inoltre evidenziato come l’opera si inserisca nel contesto della crisi umanitaria legata alla Guerra dei Trent’Anni e all’arrivo di migliaia di rifugiati nella città di Leida, trasformando la scena evangelica in una meditazione più ampia sulla compassione e sull’accoglienza. Il risultato è un dipinto che va oltre la narrazione religiosa: un’opera che, alla luce del restauro, restituisce un Rembrandt giovane ma già profondamente consapevole del valore umano e morale dell’arte. (di Paolo Martini)

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