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Home Cultura

Il ‘Guernica’ non si muove, Madrid chiude il prestito ai Paesi Baschi

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
08/04/2026
in Cultura

Il ‘Guernica’, la grade icona
anti-bellicista di Pablo Picasso, non lascerà Madrid. Il
ministro della Cultura, Ernest Urtasun, ha di nuovo escluso il
trasferimento temporaneo del dipinto al Museo Guggenheim di
Bilbao, ribadendo in Senato che la priorità è “garantire la
protezione del patrimonio” e ascoltare il parere dei tecnici,
che da oltre trent’anni ne curano la conservazione. Ma
l’esecutivo basco non si rassegna e continua ad attendere una
“risposta formale” sulle circostanze in cui sarebbe possibile il
trasferimento.
   
Secondo il ministro, l’opera di Picasso “è una delle opere
più fragili e complesse del XX secolo” e non può essere
sottoposta a ulteriori stress, poiché i rapporti degli esperti
“sono chiari” e sconsigliano “in maniera categorica” di
trasferirlo, secondo “criteri strettamente tecnici”. L’obiettivo
è preservare il dipinto affinché “possa continuare a
testimoniare alle future generazioni l’orrore della guerra e del
fascismo”.
   
La posizione chiude, almeno per ora, alla richiesta del
governo basco di esporre il quadro per nove mesi a Bilbao, a
partire da giugno, in occasione del 90mo anniversario del
bombardamento di Guernica e della nascita del primo esecutivo
autonomo. Tuttavia, da Vitoria si insiste: manca una “risposta
formale” sulle condizioni che renderebbero eventualmente
possibile il trasferimenti, ritenuto una questione di “volontà
politica” e di “riparazione simbolica” alla popolazione basca.
   
Il contenzioso si gioca su un duplice piano. Da un lato quello
tecnico-conservativo, per cui il Museo Reina Sofia di Madrid,
che custodisce l’opera dal 1992, ha sempre negato ogni prestito,
sottolineando i rischi legati a vibrazioni e sbalzi ambientali,
potenzialmente causa di crepe e danni irreversibili. Dall’altro,
quello politico e memoriale, per cui i Paesi Baschi rivendicano
un legame storico con i bombardamenti di Guernica, i primi di
massa sulla popolazione civile, chiedendo che l’opera torni, sia
pure in maniera temporanea, nel luogo della tragedia.
   
Realizzato nel 1937, dopo il bombardamento della città basca
in piena Guerra Civile (1936-39) da parte delle forze
nazi-fasciste alleate di Francisco Franco, il dipinto trascende
l’evento storico, essendo divenuto un’icona universale della
violenza bellica.
   
La sua composizione lacerata, in bianco e nero, traduce il
dolore in un linguaggio visivo assoluto, trasformando un
episodio locale in un grido globale di denuncia contro gli
orrori della guerra. Ed è proprio questa duplicità – radicamento
storico e vocazione universale – che rende il ‘Guernica’ oggi
oggetto di una disputa, anche politica, destinata ad andare
avanti.
   
“Continuiamo ad aspettare la risposta alla domanda: in che
circostanze si può realizzare il trasferimento?”, ha insistito
in dichiarazioni a Radio Euskadi portavoce del governo basco,
Maria Ubarretxena, ribadendo la volontà del governo autonomico
di farsi carico di tutte le spese di un eventuale prestito.
   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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