Una madre attavolata davanti a una
merenda troppa copiosa. Un’altra, che appende palloncini di
compleanno ad un lampione. Un padre che aspetta, in un aeroporto
deserto. Sono alcune immagini del fotografo, Marco Barbon,
esposte fino al 16 maggio alla Gare de Lyon, tra le principali
stazioni ferroviarie di Parigi, con treni in arrivo e in
partenza anche dall’Italia. Intitolata ‘Le Soleil même la Nuit’
(Il Sole anche di Notte) dal nome di un più ampio progetto
sviluppato da Barbon dal 2022, l’esposizione curata da Natacha
Wolinski offre una selezione di scatti realizzati dall’artista
capitolino classe 1972. Una fortunata coincidenza proprio
nell’anno in cui si celebra il 70/o anniversario del gemellaggio
tra Roma e Parigi.
Allestita lungo una palizzata di oltre 50 metri, la mostra
gratuita propone una riflessione sulle separazioni conflittuali,
in aumento in gran parte dei Paesi d’Europa. A questo, si
aggiunge il fenomeno meno noto dell’esclusione genitoriale,
situazioni in cui un figlio, sotto influenza del padre o della
madre, rifiuta l’altro genitore in modo ingiustificato. Negli
scatti di Barbon, nulla viene mostrato frontalmente: le
immagini, tratte da storie vere, non vogliono illustrare la
rottura amorosa ma restituire ciò che resta di una coppia volata
in frantumi: il legame, l’assenza, la memoria dei momenti
passati insieme, la speranza. Immagini da leggere tra le righe,
lasciando affiorare l’assenza silenziosa dei bambini strappati
alla mamma o al papà. A completare le immagini lungo il percorso
espositivo, parole di esperti e testimonianze di genitori
rifiutati dai figli. “Un lutto impossibile da elaborare”,
commenta la psichiatra, Marie-France Hirigoyen, citata nella
mostra parigina.
Le stazioni ferroviarie francesi sono da tempo impegnate
nell’affrontare temi sociali, talvolta anche difficili,
attraverso il linguaggio dell’arte. L’operazione promossa in
partenariato con Sncf Gares & Connexions, si iscrive in un
intento di sensibilizzazione alle violenze psicologiche
invisibili. Residente in Francia dal 2001, Marco Barbon
concepisce la fotografia come zona di frontiera tra realtà e
immaginario, testimonianza e finzione. La mostra sul parvis
della Gare de Lyon viene realizzata in collaborazione con
l’Acalpa, l’associazione francese contro l’alienazione
genitoriale e per il mantenimento del legame famigliare.
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