La ripresa del mercato del lavoro
giovanile del periodo post-Covid si è arrestata nell’ultimo anno
e la diffusione dell’intelligenza artificiale rischia di rendere
per molti più complesso accedere a quelli che tradizionalmente
erano i primi impieghi, negli uffici come nelle fabbriche e
negli uffici.
Nel 2025 il tasso globale di disoccupazione giovanile è
risalito al 12,4 per cento (67 milioni di persone), rispetto al
12.3 per cento del 2023 mentre il tasso dei Neet ha raggiunto il
20 per cento, pari a 257 milioni di giovani – 9 milioni in più
rispetto allo stesso periodo. Parte da questi dati l’ultimo
Rapporto mondiale sulle tendenze dell’occupazione giovanile (Get
Youth) dell’Organizzazione internazionale del lavoro.
Secondo l’Oil, “stanno diminuendo le occupazioni che
tradizionalmente hanno rappresentato una porta d’ingresso nel
mercato del lavoro per i giovani, includendovi i lavori basati
su mansioni d’ufficio e amministrative, le professioni nel
settore dei servizi e delle vendite, i lavori legati al settore
manifatturiero e ad alcune professioni tecniche”. Allo stesso
tempo, continua a crescere la domanda in alcune professioni
tecniche ad alta intensità di conoscenza in settori come la
scienza, la salute e l’ingegneria.
Le stime indicano che il 6,1 per cento dei posti di lavoro
occupati da giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni
riguarda professioni fortemente esposte ai cambiamenti legati
all’intelligenza artificiale.
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