L’Arena, le Olimpiadi e l’ideatore
dell’Opera Festival. Storie e mondi che si incontrano domani,
domenica 22 febbraio, a Verona. Il giorno esatto in cui
l’anfiteatro ospita la cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici
Invernali coincide con uno dei compleanni più speciali per
l’Opera Festival. Precisamente 150 anni fa, nel 1876, nasceva a
Verona Giovanni Zenatello. Tenore, artista, impresario
coraggioso. Fu lui per primo a capire che il millenario
anfiteatro di Verona poteva ospitare spettacoli grandiosi
destinati a scrivere la storia. E così, il 10 agosto 1913, portò
in scena la prima rappresentazione di Aida in occasione del
Centenario della nascita di Giuseppe Verdi. “Grazie
all’intuizione di un grande uomo, di un veronese che è stato
tenore, artista, impresario e mecenate, oggi l’Arena è per il
mondo il simbolo per eccellenza dell’opera lirica – afferma il
Sovrintendente di Fondazione Arena Cecilia Gasdia -. La giornata
di domani, che resterà nella storia della nostra città, la
dedichiamo a lui che, per primo, seppe vedere il potenziale
dell’Arena, facendo sì che l’opera fosse per tutti. Sembra una
coincidenza ma, a pensarci bene, tutto questo oggi assume un
valore ancora più profondo. La cerimonia olimpica, come l’opera
d’estate in questa stessa Arena, unisce popoli e culture nel
nome dell’arte, dello sport, della bellezza. Giovanni Zenatello
fu il primo a capire il valore universale e contemporaneo
dell’abbraccio del nostro anfiteatro. Domani, guardando
all’Arena, lo ricorderemo commossi e grati”.
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