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Home Esteri

Legami fra Mandelson ed Epstein, alto funzionario fa causa al governo Starmer

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
13/07/2026
in Esteri

Nuovo colpo sull’immagine del
governo britannico del dimissionario Keir Starmer sullo sfondo
dello scandalo legato alla nomina di Peter Mandelson ad
ambasciatore britannico negli Usa di Donald Trump, voluta dal
premier a fine 2024 e poi revocata obtorto collo pochi mesi dopo
sull’onda di nuove rivelazioni sulle sue già note frequentazioni
col defunto faccendiere pedofilo americano Jeffrey Epstein.
   
La vicenda ha innescato infatti ora una causa legale
intentata contro il premier uscente e il suo staff (destinato a
essere sostituito entro una settimana alla guida de Labour e
dell’esecutivo da Andy Burnham) dall’ex segretario generale del
Foreign Office, sir Ollie Robbins. L’iniziativa è stata resa
nota dall’Fda, sindacato dei funzionari dello Stato britannico.
   
Robbins si è rivolto alla giustizia per chiedere un
risarcimento, in quanto ritiene di essere stato trattato da
Starmer come capro espiatorio. L’ex numero uno dei funzionari
del ministero degli Esteri fu silurato dal primo ministro a
scandalo esploso con l’accusa d’aver di fatto insabbiato il
parere contrario dei servizi di sicurezza del Regno sulla nomina
di Mandelson: 72enne ex ministro britannico, ex commissario Ue e
già eminenza grigia del New Labour di Tony Blair, con alle
spalle una storia politica e di consulente di business
chiacchieratissima da anni, segnata dagli stretti legami con
Epstein, ma pure da sospette relazioni pericolose passate con
Paesi quali Cina o Russia, oltre che con Israele.
   
Decisione punitiva iniqua, contesta adesso sir Ollie,
denunciandone come “illegale e irragionevole” la motivazione:
ossia di non aver informato nero su bianco il premier e il
consiglio dei ministri sul risultato del processo di verifica
(vetting) dell’impatto sulla sicurezza nazionale della nomina.
   
Nomina che in realtà era stata già sdoganata dallo stesso
Starmer prima del completamento di questa procedura tecnica e
che – afferma – fu nella sostanza frutto di pressioni politiche.
   
Il caso ha contribuito a indebolire la leadership
dell’impopolare sir Keir, costretto infine alle dimissioni
(annunciate a giugno) dopo la devastante sconfitta del suo
partito alle elezioni locali di maggio.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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