Cuba ha iniziato a ripristinare la
rete elettrica la notte scorsa dopo il terzo blackout totale in
otto giorni. Intorno alle 20 locali di ieri (le 2 di stanotte in
Italia), solo l’11,5% delle famiglie dell’Avana (1,7 milioni di
abitanti) aveva la corrente, secondo l’Unione elettrica cubana
(Une, la statale dell’energia). Si è trattato del terzo blackout
generalizzato dall’inizio di luglio e del quinto dall’inizio
dell’anno. Gli ultimi due si sono verificati la settimana
scorsa. Ogni volta, la compagnia elettrica nazionale ha
impiegato più di 24 ore per ripristinare il servizio in tutto il
Paese, nonostante le prolungate interruzioni di corrente siano
quasi costanti per i 9,6 milioni di abitanti dell’isola, già
provati dalla carenza di carburante aggravata dall’embargo
petrolifero statunitense.
Anche ieri la nazione caraibica è rimasta nuovamente senza
luce a causa di “un’oscillazione nei parametri del sistema”
provocata dall’improvvisa chiusura di una centrale
termoelettrica, con conseguente “cambiamento brusco della
frequenza”, ha spiegato l’Une. “Non sono stati errori
operativi”, ha dichiarato a sua volta in conferenza stampa il
ministro dell’Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy.
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