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L’Italia maglia nera dell’occupazione in Ue: peggio di Romania e Grecia

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
17/04/2026
in Esteri
L’Italia maglia nera dell’occupazione in Ue: peggio di Romania e Grecia

Mentre nell’Ue il tasso di occupazione sale al suo massimo storico, l’Italia si conferma la maglia nera dell’intera Unione, con l’occupazione più bassa di tutti. Ciò nonostante, il Paese ha registrato un miglioramento di mezzo percentuale rispetto al 2024: troppo poco, però, per recuperare il divario che ancora ci separa dalla Romania, penultima. L’occupazione femminile, storicamente bassa, contribuisce in modo decisivo a comprimere il tasso di occupazione della Repubblica.

Nel 2025, informa Eurostat, il 76,1% (197,7 milioni di persone) della popolazione Ue di età compresa tra i 20 e i 64 anni era occupato, la percentuale più alta registrata dall’inizio della serie storica nel 2009. Il tasso di occupazione è aumentato di 0,3 punti percentuali (pp) rispetto al 2024 e di 0,8 pp rispetto al 2023.

Tra i Paesi dell’Ue, i tassi di occupazione più alti sono stati registrati a Malta (83,6%), nei Paesi Bassi (83,4%) e nella Repubblica Ceca (82,9%). I tassi più bassi, per contro, si sono riscontrati in Italia (67,6%), Romania (69%) e Grecia (71%).

Nel 2025, in tutti i Paesi dell’Ue, ad eccezione della Lituania, il tasso di occupazione maschile era superiore a quello femminile.

Il tasso di occupazione maschile nell’Ue nel 2025 si attesta all’80,9%. Tra i Paesi membri, i tassi più elevati sono stati registrati a Malta (89,1%), nella Repubblica Ceca (88,2%) e nei Paesi Bassi (87,2%), mentre i più bassi sono stati osservati in Belgio (76,4%), Croazia (76,8%) e Finlandia (77,0%).

Per le donne nell’Ue, il tasso di occupazione si attestava al 71,3%. I valori più alti spettano a Estonia (81,4%), Lituania (80,3%) e Svezia (79,8%). Italia
(58%), Romania (59,5%) e Grecia (62,3%) hanno registrato i tassi più bassi.

Nell’Ue, il divario nei tassi di occupazione tra uomini e donne era pari in media a 9,6 punti percentuali. Le maggiori differenze nei tassi di occupazione sono state registrate in Italia (19,1 pp), Romania (18,7 pp) e Grecia (17,4 punti pp), mentre le differenze minori sono state rilevate in Estonia (0,5 pp), Lituania (-0,6 pp: le lituane superano i lituani), Finlandia (1,3 pp) e Lettonia (1,9 pp).

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