Ascolta la versione audio dell’articoloL’intelligenza artificiale sta facendo all’informazione quello che il Gps ha fatto alle mappe di carta: non le ha eliminate, ma ha cambiato per sempre il modo di orientarsi. Cambia la bussola e, più che indicare il Nord, sembra vibrare in tutte le direzioni, offrendo un flusso continuo di segnali, dati e informazioni. Fonti aperte che possono essere utilizzate, analizzate, aggregate e comunicate.Nascono così portali come World Monitor che mette insieme più segnali: rotte aeree (sistemi ADS-B), traffico navale (segnali AIS delle imbarcazioni commerciali), incendi rilevati dai satelliti del programma europeo Copernicus e blackout di rete monitorati da NetBlocks. Presi uno per uno questi dati dicono poco. Aggregati costruiscono una narrazione, una delle visualizzazioni geopolitiche più condivise del momento per seguire gli sviluppo della guerra tra Israele, gli Usa e l’Iran. Nata dall’idea di un imprenditore libanese, il programmatore Elie Habib, mostra cosa sta succedendo nel mondo quasi in tempo reale.Loading…È solo un esempio di come la nuova frontiera dell’Osint (open source intelligence) possa supportare l’informazione, utilizzando fonti aperte e pubbliche. Altri esempi includono la geolocalizzazione di video in zone di guerra, l’analisi dei movimenti di aerei e navi oppure il tracciamento tramite foto sui social media.I cambiamenti nelle redazioniCosì nelle redazioni giornalistiche prendono forma i visual investigation team, gruppi di esperti che combinano il giornalismo tradizionale con l’indagine digitale e l’analisi forense delle prove visive per verificare fatti e trovare notizie. Accade al New York Times, al Washington Post o al Financial Times. In questa direzione va anche l’esperienza di Bellingcat, organizzazione fondata nel 2014 dal giornalista britannico Eliot Higgins che, con strumenti e metodologie Osint, conduce inchieste su crimini di guerra, violazioni dei diritti umani e corruzione, note in tutto il mondo.Negli ultimi anni questi strumenti sono stati determinanti per svelare la verità su alcuni eventi di cronaca avvenuti durante il conflitto tra Russia e Ucraina o l’escalation di violenza tra Israele e Hamas. Le tecnologie open source hanno rivoluzionato il modo di osservare le guerre attraverso una progressiva “democratizzazione dell’intelligence”. Tanto che oggi l’accesso ai dati geospaziali e alle immagini satellitari è diventato un fattore strategico per gli Stati. La recente campagna di reclutamento del Dipartimento italiano delle Informazioni per la Sicurezza (Dis) ha esplicitamente dato la caccia a esperti cyber, crittografi e analisti Osint: le candidature sono rimaste aperte fino a venerdì scorso.