“L’instabilità che sta diventando la nostra normalità”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni alla 76esima assemblea di Federalberghi. “Mentre venivamo l’Iran ha annunciato di voler chiudere Hormuz, il quadro cambia continuamente e siamo al lavoro ogni minuto” per “la stabilizzazione di quadranti che si sono moltiplicati”.
“Ieri mi trovavo a Parigi con altri importanti leader europei, collegati con circa 50 Paesi che stanno lavorando per immaginare condizioni con le quali, quando sarà possibile” e dopo che sarà consolidato “un cessate il fuoco”, si possa “lavorare per tornare a garantire la libertà di navigazione in un quadrante che è di estrema importanza”. Area importante “non solamente per noi, ma per molti Paesi al mondo, in un domino che parte dall’energia, petrolio, gas, arriva ai fertilizzanti e quindi può produrre anche una crisi di carattere alimentare”, ha ricordato la residente del Consiglio.
“Affrontiamo la più difficile congiuntura” però penso che “dobbiamo anche farlo con una consapevolezza: che noi anche in questo contesto possiamo dimostrare di che pasta siamo fatti, perché la nostra storia parla per noi. Noi è nelle fasi più complicate, per paradosso che spesso abbiamo dato il meglio di noi stessi”, ha proseguito.
Siamo un Paese, ha aggiunto che “quando le cose funzionano ama” comunque lamentarsi ma “quando non vanno più così bene cominciamo a resistere, camminare e correre: la verità è che siamo italiani e accontentarci non è nel nostro Dna”. “Questa nazione può stupire lo può fare anche meglio se lavoriamo insieme”, ha concluso.
Del tema del caro energia, ha poi detto Meloni, “da quando è scoppiata questa crisi ci siamo occupati, io mi sono personalmente occupata recandomi prima in Algeria, recandomi poi nei Paesi del Golfo” per “garantire che questa nazione non avesse contrazioni intanto nell’approvvigionamento delle sue risorse energetiche fondamentali. La stessa cosa che farò in Azerbaijan tra un paio di settimane”.
“Sulla questione energetica ci siamo impegnati in maniera strutturale prima che scoppiasse il conflitto” e “lo abbiamo fatto con un decreto che si occupava di alcune cose importanti e strutturali, non solo investiva 5 miliardi di euro per calmierare i prezzi”, ha spiegato la premier. Un “decreto, diciamo – ha aggiunto – che non ha fatto, non ha prodotto grande entusiasmo nelle grandi società energetiche, ma è stato accolto meglio dal mondo produttivo, e che strutturalmente cercava di dare alcune risposte di medio e lungo termine”.
Il turismo “è il comparto che ci identifica e ci caratterizza e racconta al mondo cosa significhi essere italiani. Promuove i nostri valori e il nostro stile di vita”, ha poi sottolineato. “Il turismo italiano è tornato forte, solido e in salute grazie agli operatori che si sono rimboccati le maniche”, ha proseguito la premier osservando che “il lavoro non si crea per decreto, quello che deve fare lo Stato è mettere gli imprenditori nelle migliori condizioni per produrre ricchezza”.
“Il turismo – ha detto Meloni – è in buona sostanza un pezzo di noi, un pezzo molto significativo di noi. E molto più di un settore strategico per la nostra economia. E il valore che genera va ben oltre il 13% di prodotto interno lordo. Il turismo – ha osservato – è il comparto che ci identifica e ci caratterizza. E che in qualche maniera racconta al mondo, meglio di qualsiasi altra cosa, cosa significhi essere italiani. Il turismo parla di quello che siamo stati, ovviamente, ma parla anche di quello che siamo, di quello che sappiamo fare meglio, di quello che abbiamo costruito, di come abbiamo saputo difendere il nostro territorio, proteggere l’ambiente, il paesaggio, le opere che erano state realizzate da chi ci ha preceduto. E per questo e per molto altro il turismo promuove i nostri valori, racconta il nostro stile di vita”.
“E chi sceglie l’Italia – ha concluso – lo fa perché sa che può vivere qualcosa di più di un bel viaggio, di una bella vacanza. Chi arriva in Italia alla fine non si limita a visitarla, entra in un modo di vivere, entra nel nostro modo di vivere”.
Meloni si è quindi rivolta al presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, rieletto alla guida della federazione per il quinto mandato consecutivo con un voto all’unanimità: “Siamo stati tutti molto in ansia per questa sua elezione. Al cardiopalma, diciamo fino all’ultimo voto, assolutamente inaspettata. Poi ci farai un corso di formazione…”. Poi si è fatta seria e ha aggiunto: “La riconferma è davvero sintomatica del lavoro che il presidente ha fatto in questi anni”.
Ha poi rivolto un saluto al ministro Mazzi al debutto, “fino all’ultimo ho un po’ sofferto al dover mollare la delega” sono stata forse “il ministro del turismo meno longevo della storia…” ma “occuparsi di turismo credo sia una delle cose più stimolanti che si possano fare”.
Bocca: ‘Il turismo è una risorsa straordinaria ma va preservato da abusivi e pirati’
“Il turismo è una risorsa straordinaria, ma va preservato dagli abusivi, ai quali, come se non bastasse, si sono aggiunti i pirati. Gli abusivi sono coloro che esercitano l’attività ricettiva senza averne i presupposti, autorizzativi e strutturali. Non creano ricchezza, la distruggono. I pirati sono coloro che utilizzano contratti di lavoro non regolari, spesso sottoscritti da organizzazioni fantasma. Non solo producono incertezza e sfruttamento, possono causare ingenti perdite economiche”. Lo ha detto il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca nella relazione all’assemblea a Roma a cui sta partecipando la premier Giorgia Meloni.
“I dati Istat indicano che nel 2025 le presenze sono cresciute del 2,3%, con arrivi in lieve calo (-0,9%), ma soggiorni più lunghi e domanda internazionale solida. Mentre il nostro settore conferma la sua forza, non possiamo ignorare il rischio geopolitico che pesa sugli scenari futuri. I conflitti in corso, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino alle tensioni legate all’Iran, non producono effetti solo sugli equilibri internazionali. Possono incidere anche sui flussi turistici diretti verso il nostro Paese”, ha osservato Bocca.
“L’intervento della presidente del Consiglio mi ha convinto, la presenza del presidente del Consiglio Giorgia Meloni è un segno di attenzione da parte del governo nella sua massima espressione per una categoria che ha dimostrato di essere resiliente, dopo il Covid ci davano tutti per morti ma abbiamo avuto incrementi a doppia cifra”, ha quindi commentato.
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