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Home Esteri

Meta, TikTok, Snap e YouTube affrontano una nuova causa legale negli Stati Uniti

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
03/08/2026
in Esteri
Meta, TikTok, Snap e YouTube affrontano una nuova causa legale negli Stati Uniti

Dopo il divieto in vari Stati al
mondo, la pressione giudiziaria sulle grandi piattaforme
digitali registra un ulteriore inasprimento negli Stati Uniti.
   
Meta, TikTok, Snap e YouTube sono oggetto di un nuovo
procedimento legale avviato dai familiari di quattro
adolescenti, che sarebbero morti suicidi in circostanze
collegate, per l’accusa dovute all’uso e alla sovraesposizione
ai servizi telematici. La causa punta a stabilire la
responsabilità legale delle società per la progettazione e la
gestione dei contenuti, evidenziando come i sistemi di
raccomandazione e i modelli di coinvolgimento continuo possano
incidere negativamente sul benessere psicologico dei minori.
   
Come riporta l’Associated Press, la denuncia è stata
presentata a nome di quattro famiglie provenienti da Texas,
Carolina del Nord, Minnesota e Tennessee, i cui figli sono
deceduti in un periodo di 14 mesi, da luglio 2024 a settembre
2025. Al centro del contenzioso figurano le caratteristiche
strutturali dei social, che sarebbero stati concepiti con
l’intento di massimizzare il tempo di permanenza online a
discapito della protezione degli utenti più vulnerabili.
   
“Queste piattaforme continuano a uccidere bambini, nonostante
le banalità dei loro dirigenti – ha affermato l’avvocato Matthew
Bergman alla testata –
“Si tratta di un pericolo concreto e imminente per la salute e
la sicurezza dei bambini, non solo negli Stati Uniti ma in tutto
il mondo”.
   
Il ricorso si inserisce in un filone di contenziosi già
avviati da diverse procure e famiglie americane contro
l’industria tecnologica. Le parti sollecitano un intervento
mirato a ridefinire gli standard di sicurezza informatica e a
imporre restrizioni più stringenti sui meccanismi di diffusione
dei contenuti rivolti al pubblico giovanile.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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