“La mostra ‘Metamorphoses’ nasce
dall’incontro di due culture, quella cinese e quella
occidentale, che l’artista Wu Jian’an ha riunito realizzando
opere di grande impatto e di grandi dimensioni, basate sulla
ricerca di studi letterari e mitologici e accompagnate da una
meticolosa ricerca di tecniche artigianali tradizionali”. Sono
le parole di Umberto Croppi, curatore della mostra
‘Metamorphoses’, che il Museo Nazionale Romano ospita dal 25
marzo al 17 maggio. “La mostra è allestita nelle antiche terme
romane – prosegue il curatore – che l’artista ha subito
apprezzato per le dimensioni e per il suo significato di luogo
dove avvengono trasformazioni e dove le sepolture richiamano il
concetto di vita e mutazione; insomma un luogo coerente con la
sua ricerca artistica”. L’esposizione, allestita nelle Aule X e
XI-XIbis delle Terme di Diocleziano, raccoglie opere in pelle
traslucida e sculture in vetro, realizzate con estrema
precisione e ci accompagna in un viaggio immersivo attraverso i
diversi materiali e le tecniche di innovazione materica che
definiscono l’arte di Wu Jian’an: dal vetro di Murano alle opere
contemporanee monumentali ereditate dalle tradizioni artistiche
cinesi, utilizzando il cuoio e la carta, finemente lavorate, con
il ritaglio e il collage. Le opere in pelle, 360 sculture
intagliate in un’unica installazione, creano composizioni
stratificate che mutano al variare delle condizioni di luce;
così come le sculture in vetro catturano momenti di
trasformazione in una forma trasparente. Entrambe le serie
testimoniano la maestria tecnica di Wu, mettendola al servizio
di una visione artistica più ampia, una meditazione sul concetto
di trasformazione, attingendo alla classicità di autori come
Ovidio, al principio di cambiamento perpetuo e alla filosofia
cinese fondata sul concetto del Tao, che promuove l’armonia,
creando un dialogo tra tradizioni orientali e occidentali.
L’artista attinge con sensibilità sia alla mitologia classica
romana sia alle tradizioni filosofiche orientali: Wu non
contrappone le due visioni ma ne crea una sintesi che parla alle
esperienze contemporanee di mutamento e continuità.
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