• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
mercoledì, Agosto 26, 2026
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Il giornale dei mercati finanziari
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
  • Scienze
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
  • Scienze
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Il giornale dei mercati finanziari
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
Home Cultura

Montanaro, storia d’amore in una vetreria e per una Venezia tutta da scoprire

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
09/07/2026
in Cultura

(di Paolo Petroni)
GIOVANNI MONTANARO, ‘IL FUOCO DI
VENEZIA’ (FELTRINELLI, pp. 336 – 18,00 euro) – Un titolo che
accende l’attenzione sul fuoco in una città di acqua e
trasparenze, proprio perché dal fuoco nascono anche le
trasparenze del vetro, le luminosità di una città di laguna e
mare, ma anche perché c’è il fuoco dei sentimenti, che divampa o
si fa brace ma scotta sempre Elena Spina Torcellan e Tiziano
Zen, i due protagonisti di un romanzo che ha però un contorno
corale e storico sociale, raccontando la vita di una città e il
suo profondo trasformarsi nel dopoguerra, dal boom economico
anni sessanta sino alla crisi degli anni duemila.
   
Mentre oggi Venezia affonda sotto invasioni di turisti e di
chincaglieria cinese, si spopola e pare morire, Montanari,
evitando ogni possibile folclore da cartolina, racconta in fondo
una storia di resistenza e fedeltà allo spirito di quella città
in cui speranza, sogno di un futuro paiono non spegnersi mai. E
lo fa con l’arte del narratore, di chi racconta storia
coinvolgenti che hanno la loro forza in se stesse più che nel
sostegno di una ricerca letteraria. E a raccontare tutto, con
tanta partecipazione e ricchezza, è una voce narrate di cui
scopriremo il proprietario solo alla fine.
   
Una Venezia quella di Montanaro in cui rivivono mille piccoli
particolari, dalle venditrici di frutta caramellata a San Marco
alle candele ad accendere per la festa della Salute, i baicoli e
i panni stesi a Castello, l’antico ristorante La madonna e
l’Harry’s bar, il teatro Goldoni e il Palafenice al Tronchetto,
percorrendo i decenni, dagli anni Settanta caldi tra Brigate
rosse e mala del Brenta, agli Ottanta mondani e della cultura al
capodanno del 2000 e poi l’11 settembre. Si incontrano i nomi
importanti, da Pier Luigi Pizzi a De Michelis e Daniele Del
Giudice, solo per citare qualcuno. Insomma, c’è la grande storia
e la cronaca spicciola, nominando tutti i luoghi e le calli o
campielli come ciò che si trova al supermercato.
   
Questo per far intuire la ricchezza di questo racconto, che è
tutt’altro ovviamente che un elenco di nomi e cose e persone, ma
c’è il loro prendere vita e farsi storia con al centro l’arte
del vetro e quell’amore difficile, che unisce mondi, classi
diverse e per di più clandestino, con lui giovane e lei sposata
e con figli. Così la passione ora esplode, ora si nasconde, tra
gite in barca in laguna, una festa da Peggy Guggenheim o
incontri imprevisti a teatro, ora subisce caratteri ombrosi e
alteri o necessità che si scontrano, perché si vive sempre e
certe volte si ama senza riuscirci, lasciando tutto sottotraccia
finché riemerge anche a distanza. ”Sono come due metà di una
mela, quando stanno lontani stanno male”, ma a complicare tutto
c’è il loro orgoglio, ”E l’orgoglio è il contrario
dell’amore”. E attorno le vicende di giovani, come la figlia di
lei Marta che si droga e alla fine ne morirà, o il processo che
Zen intenta per la morte del padre, che lavorava a Marghera dove
si era pian piano avvelenato.
   
In una città particolare, che resta antica e ha ritmi tutti
suoi, Elena ha ereditato una fornace a Murano e la prende in
mano da sola, una donna per di più bella in un mondo di uomini
con cui il rapporto è conflittuale prima che riescano a
rispettarla per le qualità che ha. Il che accade anche quando
assume il giovane e talentuoso soffiatore di vetro Tiziano e con
lui poi creerà linee di vetri moderni di successo, mentre la
complicità creativa si trasforma in qualcos’altro. Ma non tutto
andrà sempre bene, ci saranno riprese e fallimenti, cercarsi e
lasciarsi, con la fornace che un giorno prende fuoco. Siamo i
anni in cui quell’arte antica sembra possa sparire, lasciando
solo soffiatori a fare animaletti davanti ai turisti. Il vetro è
arte fragile, ma nasce appunto dal fuoco, così da essere forte e
delicato, ”perché è la cosa che, più di tutte somiglia, alla
vita”. Non a caso Elena a Tiziano nel momento in cui l’amore
tra loro scocca colgono ”il loro riflesso dentro una lastra di
vetro”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Potrebbe interessarti

Polistrumentista e folletto del palcoscenico, a Roma Jacob Collier

1 mese fa

Ranucci: ‘Nessuna inchiesta condizionata da Lavitola, l’esposto di FdI è errato’

1 mese fa
Il giornale dei mercati finanziari

© 2023 - Il Giornale dei Mercati Finanziari

Naviga in

  • Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Cronaca Italiana
  • Cultura
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Mondo economia
  • PMI e Business
  • Politica
  • Scienze

© 2023 - Il Giornale dei Mercati Finanziari