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Home Cronaca Italiana

Morto il boss Domenico Papalia, scarcerato a luglio dopo 49 anni

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
26/08/2026
in Cronaca Italiana
Morto il boss Domenico Papalia, scarcerato a luglio dopo 49 anni

E’ morto a 81 anni all’ospedale San
Paolo di Milano, dove era ricoverato per un tumore, Domenico
Papalia che era stato rilasciato a luglio dopo 49 anni di
carcere.
   
Originario di Platì, con i fratelli Rocco e Antonio è stato
considerato uno dei boss della ‘ndrangheta trasferita al Nord, a
Buccinasco. Dopo la condanna per l’omicidio del boss Antonio
D”Agostino a Roma nel 1976 per lui si aprono le porte del
carcere. Nel 2017 viene assolto dal tribunale di Perugia con
formula piena ma intanto erano già arrivate altre condanne, per
l’omicidio dell’avvocato Pietro Labate a Milano nel 1983 e come
mandante per l’omicidio nel 1990 dell’educatore del carcere di
Opera Umberto Morbile, a Carpiano, nel Milanese. E Papalia, che
si è sempre professato innocente, resta in carcere diventando
l’ergastolano più longevo d’Italia.
   
Resta in carcere per quasi 50 anni fino a quando il tribunale
di Sorveglianza di Bologna dà l’ok alla scarcerazione per motivi
di salute, mentre era da tempo iniziata una battaglia per fare
uscire di cella Papalia che negli anni ha studiato e intrapreso
un percorso di giustizia riparativa.
   
“Stanotte – ha scritto su Fb Elisabetta Zamparutti,
tesoriera di Nessuno tocchi Caino – è venuto a mancare Domenico
Papalia, condannato al fine pena mai e a una pena che, dopo
mezzo secolo di carcere, era diventata anche pena corporale. Ci
conforta il fatto che non sia morto nella tomba del cimitero dei
vivi, qual è il carcere, ma in un luogo diverso dove ha potuto
essere circondato dall’affetto dei suoi cari”.
   
“Abbiamo invocato e sostenuto la sua scarcerazione non solo
per i gravi motivi di salute ma, molto più importante, per la
sua ‘innocenza’, la più preziosa, quella di una persona ormai da
decenni diversa dal delitto e tale da non nuocere a nessuno
(questo vuol dire letteralmente innocente). La sua bontà, non
solo quella della buona condotta carceraria, ma delle opere di
bene che, anche dal carcere, ha fatto per il prossimo, a partire
dai più deboli, ne fa un uomo esemplare” ha aggiunto spiegando
che verrà ricordato il 1 settembre al laboratorio Spes contra
spem nel carcere di Parma insieme ai suoi compagni di pena.
   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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