(di Francesca Pierleoni)
Un team di due persone, madre e
figlio, Sun Lifang (sceneggiatrice) e Xin Yumeng (regista) anche
voci dei personaggi, un basso budget e una lavorazione che
pare sia durata cinque anni, hanno dato vita a Niu Lai, il film
animato cinese, che da un iniziale flop è diventato un
inaspettato successo al botteghino e tema di dibattito.
Realizzato con un’animazione cgi rudimentale e lanciato con
una promozione basata solo su un poster molto elegante e poetico
(slegato dalle immagini del film), Niu Lai racconta una storia
onirica. Ne è protagonista, si legge nella sinossi, un vitello
che conduce un’allodola, appena giunta dal deserto, in un sogno.
Lì l’allodola assiste alla graduale trasformazione del vitello,
guidato da molteplici forze, in un coraggioso guerriero che
affronta le proprie responsabilità, la vita e la morte.
Il film, uscito il 5 agosto in Cina, nei primi nove giorni in
sala ha incassato solo 7.705 yuan (l’equivalente di 1.140
dollari) ma è diventato un fenomeno grazie al web, per le prese
in giro degli spettatori allo stile di animazione e alla storia,
giudicati così scarsi da diventare a loro modo cult, con tanto
di meme e messaggi multipli, come scherzose rielaborazioni dei
poster di Titanic, Le ali della libertà o Avengers: Doomsday,
con le immagini del vitello di Niu Lai. Il film però pian piano
è stato anche adottato come simbolo di resistenza all’animazione
IA, giudicata da molti sterile, piatta, ripetitiva e senz’anima.
“Preferirei sinceramente sopportare 90 minuti di disastro creato
da un essere umano piuttosto che un solo secondo di AI Slop (il
termine denigrativo usato per indicare i contenuti digitali di
bassa qualità in IA, ndr)” scrive un internauta. “Questo film, a
quanto pare, è stato realizzato da una madre e un figlio. È
molto lo-fi, con un’esecuzione rozza e amatoriale. Ma nell’era
della mediocrità generata dall’IA, si distingue per la sua
sincerità – si legge in un altro post -. Il tocco umano conta!”.
Una popolarità che ha spinto molti cinesi ad andare a vederlo e
supportarlo riempiendo le sale: Niu Lai così è arrivato a
incassare finora oltre 14 milioni e mezzo di yuan (circa due
milioni e 150mila dollari) secondo il sito Mao Yan. Un successo
che sta spingendo gli esercenti ad aumentare sale e proiezioni.
Non mancano tuttavia le voci critiche: “Il successo di Niu Lai è
stato alimentato dalla curiosità e dal clamore mediatico, con il
pubblico che ha sostanzialmente pagato un sovrapprezzo per la
sensazione di far parte di un fenomeno di tendenza. La curiosità
può generare un autentico interesse negli spettatori , ma l’hype
alimentato dai social media è essenzialmente una bolla – ha
spiegato al Global Times Zhang Peng, ricercatore e professore
associato alla Nanjing Normal University -. Quando i cinema
aggiungono proiezioni di Niu Lai, possono sembrare rispondere
rapidamente alla domanda del mercato, ma in realtà cedono al
clamore online piuttosto che prendere decisioni basate sulla
qualità del film”.
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