Il Tesoro torna a collocare titoli di Stato a breve termine con una nuova asta di Bot fissata per giovedì 27 agosto 2026. Attraverso la vendita di questi titoli agli investitori, il ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) punta a raccogliere 4,5 miliardi di euro. Per il risparmiatore l’operazione può essere interessante ma, per capire se conviene davvero investire, non basta affidarsi al rendimento lordo indicato dall’asta. Quello che bisogna considerare in questi casi, infatti, è anche il prezzo di aggiudicazione, tassazione e commissioni dell’intermediario, nonché la durata effettiva dell’investimento.
Asta Bot del 27 agosto 2026, caratteristiche e calendario
L’asta del 27 agosto mette sul mercato due Bot già in circolazione:
il primo è il Bot annuale con Isin IT0005684888, emesso originariamente il 12 dicembre 2025 e con scadenza fissata al 14 dicembre 2026. In occasione della nuova asta avrà una vita residua di appena 105 giorni. Il Tesoro mette a disposizione 2 miliardi di euro di valore nominale. Chi ha acquista, quindi, non sta effettuando un investimento annuale (nonostante il Bot sia nato come annuale), poiché al momento dell’acquisto mancheranno poco più di tre mesi alla scadenza;
il secondo è il Bot semestrale con Isin IT0005725236, emesso il 31 luglio 2026 e con scadenza il 29 gennaio 2027. Al momento dell’asta restano quindi 151 giorni alla scadenza. In questo caso l’importo offerto è pari a 2,5 miliardi di euro e l’orizzonte residuo di circa cinque mesi.
Il calendario prevede che:
mercoledì 26 agosto termini la prenotazione da parte del pubblico presso gli intermediari;
giovedì 27 agosto, entro le ore 11, gli operatori presenteranno le richieste nell’asta competitiva.
venerdì 28 agosto alle 15.30 si concluda il collocamento supplementare riservato agli specialisti.
Rendimenti
Il rendimento definitivo di questi Bot non è conosciuto prima dell’asta. Sarà infatti il prezzo di aggiudicazione a determinarlo. Per questo motivo è più corretto ragionare per scenari.
Per esempio, tenendo conto delle attuali stime di mercato:
considerando un rendimento lordo del 2,40%, il guadagno netto stimato è di circa 55,86 euro per i titoli a 105 giorni e di circa 77,31 euro per quelli a 151 giorni;
salendo a un tasso lordo del 2,60%, il guadagno netto sale a circa 60,89 euro per la scadenza più breve e a circa 84,50 euro per quella più lunga;
ipotizzando un rendimento lordo del 2,80%, il guadagno netto arriva a circa 65,92 euro sui 105 giorni e a circa 91,69 euro sui 151 giorni.
La simulazione cambia naturalmente in base al rendimento che sarà effettivamente determinato dal mercato, ma attenzione, il rendimento nominale annuo non coincide con il guadagno effettivamente incassato. Il Bot è un titolo zero coupon, quindi non paga cedole periodiche. L’investitore compra il titolo a un prezzo inferiore al valore nominale e, alla scadenza, riceve 100.
Tassazione
Rispetto ad altre forme di investimento, i titoli di stato italiani sono soggetti all’imposta sostitutiva del 12,5%, un’aliquota più bassa rispetto a quella ordinaria del 26% applicata a molte altre forme di rendita finanziaria. La tassazione riguarda però solo lo scarto di emissione, cioè la differenza tra il valore nominale che sarà rimborsato alla scadenza e il prezzo pagato dall’investitore.
Un altro elemento da considerare sono le commissioni applicabili dall’intermediario. Per l’asta del 27 agosto il limite massimo previsto è pari a:
0,05% per il Bot con vita residua di 105 giorni;
0,10% per quello con 151 giorni residui.

