Il governo del Nicaragua
mantiene una rete di sorveglianza transnazionale progettata per
controllare e “intimidire” i membri dell’opposizione in esilio,
con un impatto su “centinaia di migliaia” di persone, ha
avvertito il Gruppo di esperti per i diritti umani delle Nazioni
Unite in un rapporto pubblicato oggi.
Questa struttura, sostenuta dal regime di Daniel Ortega e
Rosario Murillo, coinvolge l’esercito, la polizia, le autorità
per l’immigrazione e le missioni diplomatiche, si legge nel
documento.
Per l’Onu, nel Paese centroamericano 452 nicaraguensi sono
stati arbitrariamente privati della cittadinanza, mentre
migliaia di esuli sono di fatto apolidi, essendogli stato negato
il rinnovo o il rilascio di documenti, oltre a impedirne il
ritorno in patria.
Dal 2018 – afferma il rapporto – fondi pubblici sono stati
usati per finanziare la repressione creando una struttura
parallela all’interno del partito al potere. Per la presidente
del gruppo di esperti, Jan-Michael Simon, “la repressione e la
corruzione istituzionale sono diventate il metodo di governo in
Nicaragua”.
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