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Home Cultura

Risate e ovazioni per ripresa de ‘La scala di seta’ di Michieletto al Rof

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
14/08/2026
in Cultura
Risate e ovazioni per ripresa de ‘La scala di seta’ di Michieletto al Rof

(di Federica Acqua)
Risate e ovazioni finali,
intervallate da applausi a scena aperta, hanno salutato il 13
agosto al Teatro Rossini di Pesaro la ripresa de “La scala di
seta” firmata da Damiano Michieletto, terza e ultima opera in
cartellone del 47/o Rossini Opera Festival. La farsa comica,
scritta da Rossini nel 1812 per il San Moisè di Venezia, è stata
ambientata dal regista, con le scene e i costumi di Paolo Fantin
(luci di Alessandro Carletti), in un appartamento contemporaneo
di cui si scorge però solo la planimetria, grazie a uno specchio
inclinato posto sul palco a mo’ di mansarda, che consente, nella
totale assenza di muri e porte, di seguire i movimenti dei
protagonisti.
   
Un’area virtuale, riempita di mobili a scena aperta sotto la
guida di un architetto, che diventa spazio di infinite
possibilità e relazioni. Sono quelle tra Giulia, promessa dal
suo tutore a Blansac, ma che in segreto ha sposato Dorvil,
facendolo salire nella sua stanza ogni notte con una scala di
seta. E ancora del rapporto imbastito dalla giovane col suo
scomodo pretendente, che cerca di appioppare alla cugina Lucilla
(che peraltro ne è già invaghita), come pure l’amicale intrigo
costruito a tal fine col servitore Germano. Il tutto senza farsi
scoprire dal tutore Dormont. Un meccanismo a orologeria in cui
il crescendo della musica, accompagna quello della tensione e
della complicazione della vicenda, che dopo una serie di
esilaranti equivoci finisce per convogliare tutti i protagonisti
nella camera di Giulia, scovati ad uno ad uno dal tutore, che
una volta saputa la verità perdona la giovane, mentre Lucilla
sposa Blansac.
   
Sostenuta da un cast di livello e di solida formazione
rossiniana, abbinato all’ottima Orchestra del Teatro Comunale di
Bologna, brillantemente diretta da Ivàn-Lòpez Reynoso, la
messinscena può giocare sulle caricature dei personaggi. Da
quella irresistibile da cameriere filippino di Germano, che
sostituisce alla tradizionale scempiaggine del ruolo l’ingenuo
candore di un bambino, incapace d’interpretare anche a causa
della lingua messaggi a doppio senso, creando equivoci, agli
atteggiamenti da bullo di Blansac, oggetto degli ammiccamenti
sessuali di Lucilla, che viene via via spogliandosi del suo
rigido ruolo di ‘signorina’ per sedurlo. Il tutto cantando e
mimando le entrate e le uscite da porte inesistenti, con un
Dorvil in tenuta da motociclista e una seducente Giulia dedita
alla ginnastica e allo shopping, dove a darsi da fare in cucina
tra cocktail e colazioni (vere) sono soprattutto gli uomini.
   
Bravi e applauditi tutti i protagonisti, e in particolare
Paolo Bordogna (Germano), vero deus ex machina della vicenda
alla sua terza interpretazione del ruolo in questo allestimento,
cui ha donato una vocalità perfetta e una recitazione vivace al
limite del surreale. Battimani convinti anche per gli altri
interpreti: Hasmik Torosyan (Giulia), Alasdair Kent (Dorvil),
Iurii Samoilov (Blansac), Mara Gaudenzi (Lucilla) ed Enrico
Iviglia (Dormont), tutti in parte e straordinariamente affiatati
(molti di loro sono amici da lungo tempo), che hanno saputo
restituire al pubblico, a 17 anni dal suo debutto, tutta
l’originalità e la freschezza di questo allestimento.
   
Si replica il 16, 19 e 22 agosto.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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