Rita Pavone è la protagonista de ‘La
notte è piccola’, il nuovo singolo di The Italian Society,
l’ensemble ideato e prodotto da Diego Buongiorno che, con ‘We
Are Italians’ feat. Saturnino e Ray Gelato, ha recentemente
segnato il suo debutto discografico.
Il 20 agosto il singolo sbarca in radio e sulle piattaforme
digitali con l’inconfondibile voce della cantante che
reinterpreta il classico portato al successo nel 1965, insieme
alle gemelle Kessler, nello storico programma televisivo ‘Studio
Uno’.
Ad accompagnare Rita Pavone, come in ogni capitolo del
progetto, le voci di Coky Ricciolino, Frankie Micheli e Gabrio
Gentilini, nucleo vocale stabile di The Italian Society, insieme
al basso elettrico di Saturnino, già presente nel primo singolo.
“Recuperare pagine significative della nostra musica e
restituirle con un linguaggio contemporaneo”: è questo il filo
che lega i due brani e conferma la direzione artistica
complessiva.
Intanto The italian society prende forma come una narrazione a
episodi che culminerà nel disco in uscita in autunno,
anticipando un percorso ricco di altre sorprese che arriveranno
nei prossimi mesi.
“Rita fin dall’inizio si è dimostrata curiosa nei confronti
della proposta – commenta Diego Buongiorno -. Non ha detto
subito sì, voleva capire davvero di cosa si trattasse. Le ho
raccontato tutto, e l’obiettivo comune è stato rimodernare
questa canzone senza stravolgerla. La considero la più grande
rockstar italiana di sempre”.
L’ideatore della nuova orchestra swing italiana racconta
anche una serie di aneddoti familiari condivisi nello studio di
registrazione di Milano dalla stessa cantante. Come quando “da
ragazzina, dopo essere stata iscritta dal padre al Festival
degli Sconosciuti di Ariccia, non potendo la famiglia
permettersi di mandarla a Roma, il papà scelse di usare per il
viaggio i risparmi che la madre aveva messo da parte per un
frigorifero, rispondendo alle perplessità della moglie con una
frase: penso che la vita di mia figlia valga più di un
frigorifero”.
Un altro aneddoto riguarda l’incontro di una giovanissima
Rita Pavone con Elvis Presley, che al suo arrivo in studio di
registrazione, dove lei era presente seduta in un angolo della
regia, la riconobbe immediatamente regalandole una tela
autografata. “Per me – prosegue Buongiorno – è stato un onore
aver prodotto questa canzone: ci ha trasmesso la consapevolezza
che si può costruire qualcosa di importante quando si hanno idee
chiare e coraggio.”
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