Sul versante meridionale di
Crastu Littu, a quota 740 metri e in una posizione di
straordinario valore strategico e paesaggistico, è stata
scoperta una tomba di giganti nel sito archeologico di Carrarzu
Iddia a Bortigali, nel centro Sardegna. È in questo rilievo da
cui si domina la piana di Macomer, gli altopiani di Abbasanta e
Paulilatino, fino ai rilievi del Nuorese e al golfo di Oristano,
che la tomba di giganti era completamente nascosta dalla fitta
vegetazione.
A seguito delle attività di ricognizione, le due
Soprintendenze Archeologia Belle arti e Paesaggio della
Sardegna, già impegnate nelle attività di scavo e restauro del
nuraghe presente nel sito, hanno avviato, in accordo con i
proprietari dell’area, le operazioni di pulizia e rimozione dei
materiali e reso nuovamente visibile la tomba, in eccezionali
condizioni di conservazione.
Realizzata in blocchi di trachite, conserva la camera
funeraria e l’esedra monumentale posta davanti all’ingresso. Di
particolare interesse è la presenza, all’interno della camera,
di una suddivisione dello spazio su due livelli in prossimità
dell’entrata, una caratteristica raramente documentata che sarà
oggetto di ulteriori studi. Sebbene il monumento sia stato
interessato da scavi clandestini, al suo interno sono stati
rinvenuti materiali ceramici che attestano una frequentazione
risalente alle fasi più antiche della civiltà nuragica.
La zona circostante ha restituito tracce di presenza umana
dalla preistoria all’età romana, con una particolare intensità
durante il periodo nuragico. L’area è caratterizzata da una
fitta concentrazione di monumenti che restituiscono l’immagine
di un paesaggio fortemente organizzato, caratterizzato da
insediamenti, luoghi di culto e aree funerarie strettamente
connessi tra loro. La nuova tomba di giganti si trova in un
complesso archeologico composto da due protonuraghi, un pozzo
sacro, un abitato e una vasta area funeraria frequentata fin dal
periodo prenuragico, come dimostra la presenza di un dolmen.
L’ampliamento della camera funeraria e la costruzione della
caratteristica esedra semicircolare riflettono il progressivo
sviluppo dell’architettura monumentale destinata alle sepolture
collettive. L’esedra costituiva inoltre lo spazio in cui si
svolgevano le cerimonie e i rituali legati al culto degli
antenati.
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