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Home Cultura

Roberto Giacobbo, ‘dagli Ufo al Santo Graal, vi porto alla scoperta di nuovi enigmi’

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
05/07/2026
in Cultura

(di Giulia Bertollini)
Una nuova veste grafica, uno studio
completamente rinnovato e una formula inedita costruita sulle
domande degli spettatori. Debutta martedì 7 luglio, in prima
serata su Retequattro, Le grandi domande di Freedom,
l’evoluzione del programma di divulgazione condotto da Roberto
Giacobbo, giunto all’ottava edizione. Al centro del nuovo format
ci saranno i quesiti che più spesso sono arrivati alla redazione
su storia, scienza, mistero e avventura. Ogni tema sarà
affrontato mettendo a confronto diverse ipotesi, con il supporto
di documenti, testimonianze e approfondimenti, distinguendo tra
dati verificabili, interpretazioni e questioni ancora aperte.
   
“È una bella avventura perché parte dalle tantissime domande
che ci sono arrivate e che continuano ad arrivarci da chi ci
segue attraverso il web. Ma anche dagli incontri che faccio per
strada: non si ha idea di quante persone si fermino a parlare.
   
Chi guarda programmi come Freedom è un pubblico molto attivo.
   
Non chiede soltanto un selfie o un autografo, ma instaura un
vero rapporto dialettico. È bellissimo ragionare insieme sulle
cose e cercare delle risposte”, racconta Giacobbo all’ANSA.
   
La prima puntata si aprirà con l’analisi dei filmati sugli
Ufo diffusi dal governo statunitense, per poi affrontare il tema
degli Ooparts, i cosiddetti “reperti impossibili”, passando dal
Santo Graal fino alle leggende sui giganti. Un ritorno, quello
degli Ufo, che il divulgatore considera legato all’attualità.
   
“Mi occupo di quello che accade nel mondo e questo fa parte
delle notizie di cui si parla. Così come accade per una grande
scoperta scientifica, anche in questo caso si parla della
diffusione di immagini rimaste secretate, di nuovi documenti che
andremo ad analizzare”.
   
Secondo Giacobbo, uno dei punti di forza di Freedom è quello
di riuscire a parlare a pubblici molto diversi. “La cosa bella è
che il nostro pubblico è molto trasversale. Siamo un gruppo di
appassionati uniti dal desiderio di capire e conoscere. Ci sono
bambini di otto anni, persone anziane, chi ha studiato molto e
chi non ha avuto questa possibilità. È proprio la curiosità e il
desiderio di conoscenza a fare la differenza”.
   
Un contributo importante arriva anche dalla famiglia,
coinvolta direttamente nella realizzazione del programma. “È
fondamentale. Mia moglie lavora al mio fianco: è autrice e segue
anche la parte strategica, perché produciamo direttamente i
nostri programmi. Siamo protagonisti in prima persona. Inoltre
ho la fortuna di avere tre figlie giovanissime, che mi aiutano
ad avere uno sguardo sul mondo delle nuove generazioni. Anche
per questo il nostro programma riesce a parlare a un pubblico
molto giovane, cosa piuttosto rara nella divulgazione”.
   
Quanto al rapporto con Alberto Angela, con il quale per anni
è stato messo a confronto, “non credo che debba esserci
rivalità. Esiste una sana competizione, dettata semplicemente
dalla voglia di fare bene il nostro lavoro. Quando ci siamo
incontrati abbiamo sempre parlato con piacere e con uno spirito
costruttivo”.
   
Ripercorrendo la sua carriera, il conduttore rivendica un
percorso televisivo che definisce unico. “Credo di avere un
primato difficilmente replicabile oggi. È il ventiseiesimo anno
consecutivo che vado in onda in prima serata senza interrompermi
nemmeno una stagione. Ho attraversato i tre principali network
italiani: prima La7, poi Rai e infine Mediaset. Restare in onda
ininterrottamente per oltre un quarto di secolo è già raro, ma
farlo cambiando tre grandi realtà televisive credo sia davvero
qualcosa di unico. Il futuro? È nelle mani del Signore”.
   
Guardando ai prossimi progetti, Giacobbo anticipa il
desiderio di occuparsi dell’Asia. “Ho già scritto una serie di
puntate dedicate all’Oriente che mi piacerebbe realizzare. Parlo
della Cina, della Corea e di quei Paesi che in televisione
vengono raccontati ancora troppo poco. Ci sono storie e luoghi
straordinari che meritano di essere conosciuti”. Infine,
annuncia anche nuovi approfondimenti dedicati all’Egitto: “C’è
un progetto sul quale sto lavorando”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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