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Home Politica

Stanzione: ‘L’IA terreno di competizione geopolitica, nuova guerra fredda’

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
02/07/2026
in Politica

 “L’Intelligenza artificiale, nuova infrastruttura del potere, è divenuta il terreno primario di competizione geopolitica, con una corsa all’indipendenza e alla supremazia tecnologica che riflette una nuova idea di sovranità”. Lo ha detto il presidente del Garante per la Privacy Pasquale Stanzione alla presentazione della Relazione annuale al Parlamento. Ha inoltre sottolineato come l’uso degli algoritmi si sia intensificato in guerra, dall’Ucraina all’Iran, ridefinendo “quella deterrenza su cui per decenni si era fondato l’equilibrio geostrategico, in una sorta di nuova guerra fredda”.  
“Nel drammatico moltiplicarsi dei fronti di guerra l’IA assume un ruolo anche geostrategico sempre più centrale – ha osservato Stanzione -. Da un lato, la progressiva estensione della guerra (appunto cognitiva) nel quinto dominio operativo pone le democrazie in svantaggio rispetto alle autocrazie, dovendo salvaguardare – per non tradire se stesse – istanze pluraliste, non consentendo la manipolazione algoritmica dell’informazione”. “Dall’altro lato – ha continuato il presidente del Garante per la privacy – se l’uso degli algoritmi si è progressivamente intensificato nel passaggio tra la guerra in Ucraina e il conflitto mediorientale l’attacco israelo-statunitense Epic Fury all’Iran ha rappresentato la prima guerra ‘AI First’ in cui l’IA ha assunto una priorità non solo cronologica nelle azioni belliche, spostando sempre più la conflittualità nel quinto dominio operativo.
La difficile comprensibilità delle logiche algoritmiche e la conseguente scarsa prevedibilità dei comportamenti degli attori statali ridefiniscono, quindi, in senso multilivello quella deterrenza su cui per decenni si era fondato l’equilibrio geostrategico, in una sorta di nuova guerra fredda. Il blocco di alcuni modelli di Claude per ragioni di export control dimostra del resto – quasi trasponendo la trappola di Tucidide sul piano interno – come il controllo dell’IA sia sempre più decisivo in termini geopolitici”. “L’algoritmo non sarebbe, peraltro, sempre immune da errore, come parrebbe evincersi – se confermata – dalla tragica ‘allucinazione’ che ha portato a colpire una scuola elementare a Minab – ha concluso Stanzione -. La ‘compressione decisionale’ della ‘kill chain’, azzerando i tempi deliberativi marginalizza infatti la supervisione umana, con un’abdicazione quasi totale della decisione e il distacco cognitivo favorito dall’apparente deumanizzazione del conflitto. Che tuttavia, lungi dal ridurlo, rischia invece di ampliarne il drammatico impatto sulle vite e sulle responsabilità umane”.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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