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Home Economia Italiana

Tassi, BCE in modalità “wait-and-see”

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
19/03/2026
in Economia Italiana

Dopo il nulla di fatto di ieri della Federal Reserve e della Bank of Japan nella notte, in molti si attendono che anche la Banca centrale europea oggi non si muoverà sui tassi e avvertirà di un’inflazione da monitorare e della forte incertezza dell’attuale contesto geopolitico.

BCE attesa ferma sui tassi
Oggi alle 14:15 terminerà la riunione di politica monetaria della BCE, e molti si attendono che manterrà i tassi d’interesse invariati, valutando l’entità dello shock inflazionistico che la guerra in Iran potrebbe provocare. Il tasso sui depositi dovrebbe rimanere al 2%, livello al quale si trova dallo scorso giugno, secondo un sondaggio unanime di Bloomberg.
BCE e inflazione
I combattimenti in Medio Oriente stanno alimentando i timori di una nuova impennata dell’inflazione dopo il picco dei prezzi del 2022: una prospettiva che è in cima all’agenda delle principali banche centrali mondiali, riunite questa settimana.
Le incerte implicazioni delle tensioni internazionali sul quadro economico e sull’evoluzione dell’inflazione sono questioni già sottolineate da Fed e BoJ, fresche di riunione. E si prevede che saranno ribadite anche nella riunione della Bce di oggi e dalla sua presidente Christine Lagarde nella conferenza stampa che seguirà alle 14:45. Lagarde probabilmente richiamerà l’approccio data-driver e che al momento i dati non sono sufficienti per parlare di un rialzo dell’inflazione nel breve termine.
Pur essendo dato ormai per certo un rialzo dell’inflazione, di fatto però non ci sono ancora dati sull’impatto che il prezzo del petrolio sta avendo sull’economia in termini di prezzi. Bisognerà quindi attendere il prossimo dato sull’inflazione che potrà dire quanto é impattante il recente aumento del greggio.

Possibile evoluzione dei tassi
Mentre la maggior parte degli economisti prevede che i costi di finanziamento rimarranno a questo livello fino alla fine dell’anno, gli operatori di mercato scommettono su almeno un rialzo.
I funzionari sottolineano l’importanza di mantenere la calma sulla guerra, sostenendo che è troppo presto per trarre conclusioni sui tassi. Ciò non ha impedito ad alcuni di speculare sulla necessità – e sulla tempistica – di potenziali rialzi.
Madis Muller, economista estone, ha affermato che la probabilità di un aumento dei tassi è aumentata, mentre Peter Kazimir, economista slovacco, ha dichiarato a Bloomberg che “una reazione della BCE è potenzialmente più vicina di quanto molti pensino”.
Gli operatori di mercato prevedono uno o due aumenti di un quarto di punto quest’anno. Tuttavia, solo il 7% degli analisti intervistati tra il 6 e l’11 marzo si aspettava un aumento a dicembre.
“Ha molto più senso segnalare vigilanza, persino un atteggiamento restrittivo in questa fase, e sperare che non sia necessario intervenire”, ha dichiarato mercoledì a Bloomberg Television Isabelle Mateos y Lago, capo economista di BNP Paribas.

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