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Home Cultura

Titizé ci invita oggi a mutare forza e potenza in eleganza e leggerezza

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
09/03/2026
in Cultura

(di Paolo Petroni)
‘Titizé – Un sogno veneziano’ è un
grande spettacolo di equilibrismi, giocolerie, sorprese firmato
da Daniele Finzi Pasca con la colonna sonora di Maria Bonzanigo,
la fantasia di costumi di Giovanna Buzzi e le scenografia di
Hugo Gargiulo col creatore di luci Pietro Maspero che assieme a
dieci interpreti regalano un’ora e mezzo di meraviglia e
stupore, che di questi tempi bui è un regalo più necessario che
atteso. Se poi tutto questo si ottiene mutando la gran forza
muscolare e la potenza in leggerezza e eleganza, ecco che arriva
anche un bel e preciso messaggio in un momento in cui in
lontananza c’è invece chi ricorre a bombe e esplosioni. E
titizé, che in vento è il suono di ‘Tu sei’, chiama in causa
direttamente lo spettatore.
   
Il lavoro, prodotto con la Compagnia Finzi Pasca dal Teatro
Stabile del Veneto assieme agli Ipocriti di Melina Balsamo, ha
debuttato al Goldoni di Venezia nell’estate 2024 ed è arrivato,
realizzando 5 giorni di tutto esaurito, al Teatro Olimpico per
la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana con alle spalle
185 repliche tra Italia, Svizzera, Francia, Ungheria, Azerbaijan
e Slovenia, mentre lo attendono ora diverse tappe in città
francesi e una tournée in Messico da aprile a giugno, prima di
tornare al Goldoni per la terza stagione dall’8 al 20 settembre.
   
Tra riflessi acquorei echi del mondo e la cultura veneziana
prendono vita in forma fantastica di clowneria sofisticata e
ironica tra rimandi alla Commedia dell’arte anche con il prender
vita di arlecchini e dei pulcinella del Tiepolo tra mascherate
carnevalesche e vita da spiaggia, tra pesci che volano e uomini
e donne che paiono fare altrettanto tra i più diversi trapezi
sospesi in alto e il toccar terra con leggerezza, come danzando,
grazie a un’incredibile preparazione e abilità ginnica assieme a
una serie di invenzioni sceniche, all’uso di macchine e
proiezioni che creano vere e proprie situazioni oniriche,
equilibri impossibili, appesi per i piedi come per i capelli,
secondo una sperimentata estetica visiva basata sulla sorpresa
poetica e elegante e sempre legata al sorriso. E poi un’uso
delle luci e dei laser per creare spazi illusori, pallelepipedi
di fumo, proporre nuove illusioni. ”Cercare l’ equilibrio –
sottolinea il regista – è il modo più antico per interrogarci
sulle cose più profonde”.
   
Ci sono le maschere, ma passano in palcoscenico anche
palombari o animali che vanno dal grillo al maiale all’elefante,
per non parlare delle creature marine, da pesci e granzeole sino
a una meravigliosa sirena e a un delfino che nuota sopra la
platea, tra momenti di equilibrismo corale o passi a due appesi
a un elastico, musica eseguita con una glassharmonica composta a
bicchieri di cristallo più o meno pieni d’acqua, giocolieri con
palline luminose senza pace e una sorta di parodia divertente
della ragazza segata in due, guitti e cavalieri, dame
settecentesche e una stupefacente vita da spiaggia proposta in
orizzontale e ripresa per proiettarla in diretta in verticale in
un gioco di divertenti effetti di gente e cose senza peso.
   
”La drammaturgia dei nostri spettacoli, spesso sembra
frammentata e allusiva – spiega a chiusura delle recite romane
Finzi Pasca, autore in 40 anni di attività, di due spettacoli
del Cirque du Soleil come di cerimonie olimpiche – forse perché
facciamo sempre riferimento all’architettura del linguaggio
onirico che usa con parsimonia le parole ma ci interroga con
immagini contraddittorie, allusioni e miraggi”. E a esergo di
questo ‘Titizé’ ecco i versi di un sonetto veneziano anonimo del
Settecento, che cita Goldoni e dice tra l’altro: ”Gravido di
commedie sempre egli è,/ e quando alcuna ne partorirà,/subito
quel suo parto io storpierò”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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