Sfileranno a ottobre i primi
testimoni nel processo che vede alla sbarra a Cuneo dieci agenti
e ufficiali di polizia penitenziaria del carcere di Cerialdo,
accusati di torture ai danni di cinque detenuti pakistani.
Quattro imputati che avevano scelto il rito abbreviato sono
stati condannati in primo grado a febbraio: tra loro l’ispettore
che secondo l’accusa aveva guidato il blitz nella cella 417,
dando inizio a un pestaggio che sarebbe proseguito anche nei
locali dell’infermeria.
Un “trattamento inumano e degradante” lo definisce la
Procura, al cui vaglio sono finiti altri tre distinti episodi
avvenuti tra il 2021 e il 2022. Oltre alla tortura, il reato più
grave, sono diciotto le imputazioni contestate agli accusati che
hanno scelto invece di comparire in dibattimento. Tra loro ci
sono i quattro agenti che avrebbero partecipato al pestaggio e
l’allora comandante della penitenziaria, Erminia Froio, accusata
di omessa denuncia.
Il 2 ottobre è in calendario la prima udienza per ascoltare
tre degli operanti di polizia giudiziaria che si occuparono
delle indagini. Nell’udienza successiva, il 16 ottobre,
comparirà tra gli altri il direttore del carcere Domenico
Minervini, insieme a due delle persone offese.
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