Il tribunale del Riesame ha
annullato, ieri, l’arresto in carcere emesso nei confronti di
Clemente Amodio, detto “o’ luong”, ritenuto dagli inquirenti
coinvolto nell’omicidio di Antonio Maione vittima, il 15
dicembre del 2000, di una vendetta trasversale scattata
nell’ambito della faida di Napoli Est.
Amodio è ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio
risalente a più di 25 anni fa che sarebbe stato commissionato da
Roberto Mazzarella, 48 anni, nipote dei capi del clan
Mazzarella, inserito nell’elenco dei latitanti di massima
pericolosità.
La Cassazione ha per due volte annullato l’arresto in carcere
notificato ad Amodio, difeso dagli avvocati Leopoldo Perone,
Mauro Zollo e Valerio Spigarelli.
Secondo quanto si apprende i giudici del Riesame avrebbero
ritenuto insufficienti i riscontri alle dichiarazioni rese in
merito all’omicidio dell’innocente Maione da diversi
collaboratori di giustizia tra cui figurano Umberto D’Amico
detto “o’ Lione”, Antonio Costabile e Antonella De Stefano.
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