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Home Cronaca Italiana

Welfare aziendale, la pubblica amministrazione spende il 90% in meno rispetto al privato

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
08/07/2026
in Cronaca Italiana

Ascolta la versione audio dell’articoloLa pubblica amministrazione spende in welfare il 90% in meno del privato. Tra i nodi la sanità integrativa, lo smart working e il supporto psicologico. Nello specifico, la quota destinata al welfare dalla pubblica amministrazione è pari a circa lo 0,11%. Percentuale che, nel privato, arriva all’1–2%: un gap strutturale di oltre 10 volte.Chiedilo al SoleDomande di approfondimento generate da 24Ore AIÈ quanto emerge dalla ricerca che Bigda – società di consulenza che offre servizi avanzati di analisi dei dati, analytics e ricerche di mercato attraverso tecnologie di big data e intelligenza artificiale – ha eseguito per Flp, il sindacato dei lavoratori pubblici e delle pubbliche funzioni, per misurare lo stato del welfare all’interno della pubblica amministrazione.Loading…La differenza tra pubblico e privatoA confrontare i numeri tra il pubblico e il privato emerge una differenza importante. «La Pa ha 3,7 milioni di lavoratori e spende in welfare circa il 90% in meno del privato – sottolinea il rapporto -. Non solo: il tetto di detassazione nel settore pubblico arriva fino a un massimo di 800 euro, mentre nel privato si sale fino a 5mila. Vale a dire che un dipendente pubblico può ricevere al massimo 800 euro netti con tassazione agevolata contro i 5.000 euro di un lavoratore del privato».Sanità integrativa e serviziUn altro aspetto riguarda la sanità integrativa, diffusa nel privato ma assente nella pubblica amministrazione.«Se guardiamo ai flexible benefit, cioè quei beni e servizi che il datore di lavoro mette a disposizione dei dipendenti in aggiunta allo stipendio, permettendo loro di scegliere quelli più adatti alle proprie esigenze – prosegue lo studio -, sono rari nelle Pa mentre sono presenti nei contratti di circa il 50% delle grandi aziende del Paese». Stesso discorso per il supporto mentale e psicologico , eppure «il benessere mentale dei dipendenti pubblici è un tema con radici documentate e con un gap contrattuale evidente rispetto al settore privato». Stesso discorso per i fondi pensione dove l’adesione dei lavoratori del settore provato arriva al 50% contro il un massimo del 23, 24% del pubblico.

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