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Home Politica

Buttafuoco contro i tagli Ue: ‘Ci sarà un giudice a Berlino’

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
24/07/2026
in Politica

La Commissione Ue, con la decisione dei tagli di due milioni alla Biennale di Venezia si è ritrovata protagonista alla presentazione della 83/a Mostra internazionale d’arte cinematografica, (2 – 12 settembre), tra critiche, riflessioni, e intenti da parte del presidente dell’istituzione veneta Pietrangelo Buttafuoco (“troveremo un giudice a Berlino” assicura) e del direttore della Mostra Alberto Barbera che si dice “sconcertato”. “Ci lascia un compagno di strada ma la Biennale non può certo sottostare…noi non facciamo politica, non assecondiamo tamburi, noi siamo chiamati qui alla ricerca a livello internazionale nel campo delle arti. Obbedendo ai loro desiderata verremmo meno ai principi di autonomia e di libertà di espressione e di ricerca di fantasia, d’immaginazione, che da 131 anni sono propri di questa istituzione” sottolinea in apertura il presidente della Biennale.

“Ben tre lettere della Commissione europea: ecco chi è il compagno di strada che è venuto meno, hanno avuto tre dettagliate risposte e ripetevano le stesse domande come se non ci fossero mai state le puntuali risposte”. Buttafuoco cita anche, sulla Commissione Ue “un efficacissimo titolo” individuato dalla stampa: ‘toglie i due milioni alla Biennale e dà sei miliardi in sei mesi a Putin’. “Ecco dove diventa torbida l’acqua e non è certamente qui” ha aggiunto.

Nonostante la Commissione europea abbia deciso “di punire Biennale Cinema” ricorda, “le attività del cinema naturalmente proseguiranno. La solidità dell’istituzione lo permette e noi continueremo a farlo e vogliamo farlo per le ragioni che abbiamo da poco esposte”. Per questo “troveremo un giudice a Berlino” perché “consideriamo questo spazio creativo di vitale necessità, perché esso ha come obiettivo l’aiuto concreto ai giovani, dunque l’aiuto concreto al futuro ed è l’incoraggiamento dei loro sogni e sempre per costruire quella città, lo dico nel fitto silenzio, che è la città dei poeti, non certamente quella della Commissione europea”.

 Anche Barbera sottolinea come “la ricaduta di questo taglio minacciato della Comunità europea non sembra avere conseguenze sull’attività, non mi è stato chiesto di rinunciare a nulla o di tagliare alcunché in quelle che sono e che rimarranno le attività programmate per quest’anno e per l’anno prossimo”. Questo “è quello che posso dire, non so che cos’altro aggiungere, se non sottolineare il mio sconcerto di fronte a una decisione che mi sembra francamente poco comprensibile, sia perché colpisce un dipartimento della Biennale che non ha niente a che fare con le polemiche nate artificiosamente intorno a Biennale Arte – osserva – e poi per l’assenza, mi sembra, di elementi giuridici a sostenere una decisione che rimane immotivata e che spero venga dimostrata come tale dai gradi successivi del contenzioso che opporrà la Biennale alla comunità europea”.

Rispetto a quali aree saranno colpite dai tagli, Barbera ha ricordato che “tutti i contributi che vengono dal programma Media della comunità europea sono finalizzati a progetti specifici. I due milioni sono i contributi di tre anni, di 2026, 2027 e 2028, a sostegno delle attività del Venice Production Bridge e di Biennale College. Ma la Biennale per fortuna ha altre risorse in grado di sopperire a questo improvviso buco di bilancio che è di circa 700-750mila euro all’anno, visto che parliamo di due milioni spalmati su tre edizioni. Di fatto l’attività della Mostra del Cinema non ne risentirà minimamente”.   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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