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Home Mondo economia

Da Bari alla California, la stampa 3D è pronta ad andare sulla luna

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
17/04/2026
in Mondo economia
Da Bari alla California, la stampa 3D è pronta ad andare sulla luna

Centoquaranta dipendenti sparsi fra
sei sedi e tre continenti (Europa e Stati Uniti e Asia), 15
brevetti mondiali già registrati, una storia nata 18 anni fa
grazie all’intuizione di un ragazzino di 17 anni figlio di un
meccanico di Bari, e un obiettivo: portare una stampante 3D
sulla luna e cominciare a produrre proprio lì, utilizzando solo
materiale già presente sul satellite. Tutto questo è Roboze,
azienda leader nella stampa tridimensionale ad altissimo valore
tecnologico, che dai due poli nel capoluogo pugliese – uno
destinato alla ricerca e sviluppo e l’altro all’assemblaggio –
si ramifica in Texas, California, Abu Dhabi e Polonia producendo
stampanti 3D avveniristiche, nuovi materiali hi-tech, componenti
per aerei, elicotteri, razzi e treni – solo per citarne alcuni –
e know how. Fondatore e ceo è Alessio Lorusso, che mostra i
tesori nascosti nello stabilimento pugliese. Roboze collabora
sia con la Difesa italiana sia con quella americana, oltre che
con aziende strategiche nei due Paesi e con l’Agenzia spaziale
europea.
   
“Ho cominciato creando la mia prima stampante 3D a 17 anni –
racconta -. Mio padre ha un’officina meccanica così, spinto
dalla curiosità, ho iniziato capendo subito il limite di quei
macchinari: erano tutti destinati a creare prototipi. Così ho
iniziato a sviluppare il mio primo brevetto, per aprire quella
tecnologia alla produzione, realizzando stampanti 3D che si
muovono come orologi”. Oggi quelle stampanti sono in grado di
testare super materiali, composti e polimeri di ultima
generazione, in grado di performare in ambienti estremi come lo
spazio. E di produrre componenti per aeroposazio, difesa,
energia e mobilità. Tutte le macchine di Roboze sono prodotte in
casa e connesse da un cloud che ne mette in rete circa 400 in
tutto il mondo, attraverso un sistema operativo interno
battezzato ‘Tesserat’. “Abbiamo creato componenti utilizzate per
l’estrazione petrolifera in Alaska – prosegue il ceo -, il 13
luglio 2022 siamo andati in orbita, abbiamo in programma con Esa
una missione che potrebbe presto portarci sulla luna”. E poi c’è
un’altra sfida. “Entro due anni vogliamo entrare nel settore
medicale realizzando protesi per il corpo umano. Abbiamo già
iniziato la sperimentazione e trovato il polimero giusto”.
   

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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