Una decorazione vegetale con
probabili rami di vite e grappoli, un kantharos, animali marini.
Sono alcuni dei motivi che caratterizzano le scoperte effettuate
a Villa Celimontana nel corso di uno scavo Pnrr reso necessario
per alleggerire e consolidare il muraglione che sostiene la
Villa. Nell’ambito dell’alleggerimento del terrapieno sono state
rinvenute preesistenze romane risalenti a II secolo dopo Cristo.
I reperti potrebbero appartenere “alla Caserma dei vigili del
fuoco della seconda legio o alla Domus del tribunus che
comandava la caserma”, come ha spiegato Simona Morretta,
responsabile scientifica dello scavo.
“L’intervento a Villa Celimontana – ha detto Valentina
Gemignani, capo di Gabinetto del ministero della Cultura,
leggendo il messaggio del ministro Alessandro Giuli – dimostra
in modo esemplare la capacità del ministero di utilizzare le
risorse del Pnrr. Un cantiere nato per consolidare un muro di
sostruzione romano si è trasformato, grazie alla scoperta di un
importante edificio del II secolo d. C, in un cantiere di
ricerca archeologica. È la dimostrazione di come tutela, ricerca
e valorizzazione possano procedere insieme”.
La soprintendente speciale di Roma Daniela Porro ha invece
sottolineato come il ritrovamento costituisca “un’occasione
straordinaria per conoscere la storia millenaria della nostra
città”. “Questo – ha continuato Porro – è uno dei nostri 152
interventi Pnrr della Missione Caput Mundi. Dagli scavi sono
emersi otto ambienti di cui 5 completamente scavati che
presentano un apparato decorativo eccezionale con mosaici
pavimentali e decorazioni ad affresco. Parliamo di un edificio
del II secolo dopo Cristo, rimaneggiato nel terzo e legato a una
committenza importante. Poteva essere una domus o più
probabilmente una caserma legata alla corte quinta dei vigili
del fuoco di Roma”.
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