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Home Cultura

Vince la magia di Napoli nelle voci e nei volti di ‘Scugnizzi’

di Redazione Il Giornale dei Mercati Finanziari
11/04/2026
in Cultura

(di Angelo Cerulo)
“Il vostro calore è la nostra
forza”. Un emozionatissimo Claudio Mattone, chiamato sul palco
al termine della ‘prima’ della sua opera ‘C’era una
volta…Scugnizzi’, si rivolge così al pubblico del Teatro
Augusteo di Napoli che applaude lungamente l’esito
dell’esibizione dei giovani protagonisti. “Sono senza parole ed
emozionato come la prima volta, 25 anni fa…” aggiunge il
maestro chiamando sul palco la moglie Claudia Cortellesi (aiuto
regista), i figli Tullio e Manuela, la costumista Francesca
Romano Scudiero e lo scenografo Bruno Garofalo, fra i tanti che
hanno contribuito al successo della messinscena. Un debutto
coinvolgente di uno spettacolo (i movimenti coreografici portano
la firma di Gino Landi) dove si sono manifestati i tratti della
‘cultura’ di Napoli in un’atmosfera magica.
   
Il musical è giunto alla quarta edizione (nel 2002 la prima
volta proprio all’Augusteo, e riportato ora a teatro dopo 15
anni di assenza) incentrato sulla lotta fra il bene e il male
partendo dai ragazzi cosiddetti a rischio: “Abbiamo visto tanti
esempi dove sono stati mitizzati modelli negativi – ha spiegato
il regista all’ANSA poco prima dell’inizio – nel mio piccolo
cerco, invece, di valorizzare quelli positivi. Ragazzi della
speranza, della pazienza, della resilienza, pieni di iniziativa
e di talento, insomma il lato bello della gioventù”.
   
Caratteristiche che hanno anche gli attori della nuova edizione?
“Sì. Le interpretano fino in fondo: giovani che hanno disagi e
che spesso crescono nel disagio, ma alla fine scelgono il bene”.
   
Attori/cantanti selezionati da Mattone su quasi 1.500 ragazzi.
   
La vicenda – con le tante canzoni (da ‘A città ‘e Pulecenella a
‘Magnifica Gente’ a ‘Parlanno Parlanno’) che caratterizzano lo
spettacolo – è ambientata a Napoli ma con un messaggio
universale, e racconta la storia di don Saverio (Alfonso
Giorno), un prete di strada, e del boss camorrista ‘o Russo
(Ciro Salatino). Da giovani erano stati entrambi detenuti nello
stesso istituto minorile mentre da adulti si ritrovano su fronti
opposti. Il primo tenta di sottrarre i ragazzi alla criminalità,
mentre il secondo li sfrutta per i propri affari illeciti. Il
prete alla fine sarà ucciso, tuttavia le sue idee vinceranno
contro il male.
   
Ma a Napoli e in Italia c’è bisogno di messaggi di questo
tipo? “Sì, non solo a Napoli. Il mercato porta a produrre il
‘male’ perché, si sa, attira di più. Il mio piccolo sforzo,
ribadisco, è quello di puntare su modelli positivi. Quando
abbiamo fatto recite scolastiche abbiamo visto ragazzi che
‘tifavano’ per il bene, per il prete. Vuol dire che il
linguaggio era adatto a loro, non una predica noiosa”.
   
In programmazione fino al 3 maggio all’Augusteo, lo
spettacolo – che ha presentato anche una canzone nuova, ‘Parlame
ancora’ – farà poi tappa al Verdi di Salerno e in altre regioni
e dal 18 novembre sarà al Sistina, a Roma.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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